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A cura di
Matteo Leonelli
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03/05/2007 16:39
INFORTUNI SENZA FINE

Altre due 'morti bianche'
dopo le denunce del 1° maggio

Un operaio schiacciato da un camion sull'A3 Salerno-Reggio Calabria, un altro caduto dal tetto di un fabbricato. E proseguono le indagini sull'infortunio di ieri a Sorrento

sicurezza nei cantieri Roma 2 maggio 2007 - Il giorno dopo la festa dei lavoratori ancora morti bianche nei cantieri. Due operai hanno perso la vita sul posto di lavoro in Calabria.

 Rocco Palmieri, 41 anni, sposato, padre tre figli, è stato schiacciato da un autocarro impegnato in alcune manovre, mentre stava lavorando alle dipendenze di una impresa impegnata nei lavori di ammodernamento dell'autostrada A/3, Salerno-Reggio Calabria, nei pressi dello svincolo di Mileto (Vibo Valentia). Palmieri è morto sul colpo.

L'altra vittima, invece, è morta durante il trasporto all'ospedale di Tropea (Vibo Valentia) in autoambulanza. Si chiamava Gabriele Loiacono, 55 anni, residente nel Reggino. È caduto da tetto di un fabbricato all'interno del residence 'Parco delle Quercè nel comune di Ricadi, nel comprensorio di Capo Vaticano, lungo la costa tirrenica vibonese.

«Una piaga intollerabile che deve far riflettere» - ha detto oggi il presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero per il quale «ha ragione il Capo dello Stato quando dice che non si può morire sul lavoro e invoca a chiare lettere condizioni più umane, civili, rispettose dei bisogni e della dignità di tutti».

L'INCIDENTE DI SORRENTO

Intanto, in Campania, primi interrogatori nell'inchiesta sulle cause dell'incidente sul lavoro di ieri a Sorrento nel quale hanno perso la vita due persone - una anziana donna e sua nuora - tre operai sono rimasti feriti e un militare di leva è stato ricoverato e poi dimesso per lo choc subito.

Tra le persone ascoltate dal pm Sergio Raimondi della Procura di Torre Annunziata c'è Aniello Donnarumma, contitolare insieme al padre Francesco della ditta che stava procedendo ai lavori di sistemazione delle luminarie sul sagrato della chiesa omonima per la festa di Sant'Antonino, ma soprattutto amministratore unico della stessa, posizione questa che spiegherebbe i motivi della sua iscrizione - rivelata da SkyTg24 - nel registro degli indagati per omicidio colposo plurimo.

Le cause, la dinamica ed eventuali reponsabilità nel distacco del braccio della gru il cui cestello ha ucciso Claudia Morelli, 86 anni, e Teresa Reale, 57 anni, sono da accertare: potrebbe essere stato tutto originato un eccesso di peso nel cestello, perchè magari vi avevano trovato posto più delle due persone per cui era collaudato; o un cedimento strutturale. Si cerca anche di capire se l'area di lavoro era transennata e se non lo era perchè.

 

Sui due nuovi incidenti è intervenuto Pino Sgobio, Pdci, chiedendo che la lotta contro le morti bianche sia messa al primo punto nell'agenda del governo. Il vicepresidente della commissione Lavoro Stefano Zuccherini, ha chiesto invece che il ministero del Lavoro assuma «immediatamente centinaia di altri ispettori».

 

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