Doina: "Chiedo perdono alla famiglia di Vanessa"
La ragazza: "Solo ora mi rendo conto di quel che è avvenuto. Ma è stato un incidente, c'era stata una piccola lite". Convalidati i fermi sia per la Matei che per la 17enne
Roma, 2 maggio 2007. - "Solo ora mi rendo conto di quel che è avvenuto. Ma è stato un incidente, c'era stata una piccola lite. Comunque voglio chiedere perdono alla famiglia della ragazza" : a parlare è Doina Matei, la giovane rumena accusata dell'omicidio di Vanessa Russo, la ragazza morta dopo essere stata colpita giovedì scorso con la punta di un ombrello.
La giovane, che lavorava come entreneuse, ha quasi sempre pianto durante l'interrogatorio di convalida, davanti al gip Maurizio Silvestri ed al pm Sergio Colaiocco. Il ip del Tribunale di Roma, Maurizio Silvestri, ha convalidato il fermo della Matei.
Anche C.I., la rumena di 17 anni fermata assieme a Doina Matei dopo la morte di Vanessa Russo, rimane in carcere. Lo ha deciso il gip del tribunale dei minorenni Paola Manfredonia che ha convalidato il fermo, con contestuale emissione di un'ordinanza di custodia cautelare. L'accusa resta quella, contestata dal pm Roberto Thomas, di concorso in omicidio volontario.
La minorenne è scoppiata a piangere quando le è stato confermato che oggi si sarebbero celebrati i funerali di Vanessa Russo. C.I., ha spiegato di non avere avuto alcun ruolo nella morte della ragazza romana. "Non mi sento responsabile di quanto successo, perchè l'incidente è frutto di una casualità, e non ho il coraggio di chiedere scusa", ha detto la minorenne, assistita dall'avvocato Piergiuseppe Di Virgilio.
La ragazzina è stata rinchiusa nel carcere minorile di Casal del Marmo.
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