La camera penale di Roma:
"No alla giustizia di popolo"
Il direttivo in un documento si chiede se era davvero necessario arrestare i presunti orchi e critica i comitati di genitori che 'pronunciano sentenze ed esigono condanne'
Roma, 4 maggio 2007 - "Noi non ci stiamo: non c'è dolore delle vittime e strazio dei familiari - che sarebbe esattamente il nostro, se il destino dovesse sceglierci - che possa giustificare l'inquietante spettacolo cui stiamo assistendo in questi giorni".
Così il direttivo della Camera penale di Roma interviene sulle vicende pedofilia a Rignano Flaminio e omicidio della metropolitana, ribadendo come faccia "orrore" la "giustizia a furor di popolo".
"Alle porte di Roma - continua la nota - comitati di genitori comprensibilmente sgomenti pronunziano sentenze, affermano certezze, esigono condanne, anticipano indignazione se l'esito del procedimento dovesse contraddire le attese. I media discutono di consulenze tecniche che non conoscono, di atti processuali mai letti, di dichiarazioni forse mai rese, alimentando con eguale arbitrio convinzioni innocentiste o furori colpevolisti".
Ma era davvero necessario arrestare i presunti orchi?, si chiede l'organismo di rappresentanza dell'avvocatura romana. "E' un dubbio legittimo - se è vero che le porte del carcere si sono chiuse dietro le spalle di persone a conoscenza di essere indagate per quei tremendi fatti da molti mesi; osservate, intercettate, controllate quotidianamente e, da quanto si apprende, senza nessun esito".
Prima insomma di "bruciare orchi o santificare vittime dell'ingiustizia" si dovrebbe discutere - secondo la Camera penale capitolina - dell'uso della custodia cautelare in questo Paese, che "non ha mai smesso di essere ciò che la Costituzione e i diritti universali dell'uomo vietano che sia, cioè strumento raccogliere le prove che non si hanno, per raggiungere le verità che non si conoscono".
Intanto - si aggiunge facendo riferimento alla morte di Vanessa Russo - "il terrificante esito di una fulminea zuffa in metropolitana riceve, a furor di popolo, le sorprendenti stimmate dell'omicidio volontario, mentre avvocati di parte offesa si dolgono che le norme processuali consentano di eludere il meritato ergastolo".
La Camera penale, quindi, denuncia "questo orrore, proprio nei giorni in cui il dolore delle vittime ed il furore popolare lo alimenta con forza quasi invincibile; e continuiamo a sperare che qualcuno si ricordi che la giustizia a furor di popolo è la tomba di ogni convivenza civile".
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