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A cura di
Matteo Leonelli
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12/05/2007 21:58
PIAZZE DIVISE

Coraggio laico: "Le famiglie sono uguali"

La festa per i 33 anni della vittoria referendaria sul divorzio è iniziata questa mattina con un convegno dal titolo: "La rivoluzione dell'amore civile". Dalle 16 tutti in piazza Navona

'Coraggio laico' a piazza Navona Roma, 12 maggio 2007 - Una piazza che crede nell'amore e nelle libertà del corpo e del pensiero e che così si contrappone all'altra piazza, quella di San Giovanni, "fondata sulla paura e sulla chiusura verso l'altro". Una piazza che crede che "Più laicità" voglia dire "più libertà" come recitano molti striscioni. Sono questi i sentimenti che animano piazza Navona, dove da circa due ore si è aperta la manifestazione-concerto "Coraggio laico" promossa da Rosa nel pugno, Radicali, Sdi e Verdi.


Bandiere dei Verdi, dello Sdi, delle organizzazioni GLBT, dell'Unione atei e agnostici razionalisti, di Rifondazione e Comunisti italiani sventolano di fronte al palco, mentre qualche striscione ricorda un'assenza che pesa: "D.S:= Dove siete?". Molti gli striscioni che attaccano la Chiesa: "Benedetto XVI... secolo" e "Una fede non fa una famiglia" dei Giovani Socialisti.


Gli omosessuali sono rappresentanti dalle bandiere arcobaleno dell'Arcigay e da quelle viola dell'Arcilesbica, molti indossano t-shirt con la scritta "Family day? No grazie. Family gay". E ci sono bambini e famiglie, come quella di Roberto e Katia che sono scesi in piazza con le loro due figlie di due e sei anni perché "Noi non ci sentiamo una coppia di fatto, ma una famiglia a tutti gli effetti e per noi la vera manifestazione per la famiglia è questa".

 

Tanti i significati di questa manifestazione, l'anniversario del divorzio, la difesa dei Dico e quella della laicità dello Stato, ma in genere la piazza vuole sottolineare "l'esigenza di un paese più maturo", come sintetizza, fra gli applausi, Alessandro Cecchi Paone che presenta l'evento: "Buon compleanno Italia civile - dice in apertura - Italia che non si inginocchia e non bacia anelli".


Per cominciare si è atteso che la piazza si riempisse e, complice il grande caldo, cio' e' avvenuto solo dopo le 16. Parlano per primi Enrico Boselli e Emma Bonino che raccolgono consensi. "Siamo determinati ad avere un Paese piu' maturo e meno proibizionista - dice il ministro Bonino - la politica non deve dare giudizi, ma deve occuparsi di garantire i diritti e i doveri. Dovevamo essere piccini, ma invece siamo tanti senza le 26mila parrocchie, i 2 milioni di euro, senza milioni di volantini, senza treni, bus e taxi gratis".

 

"Le famiglie sono tutte uguali - gli ha fatto eco Boselli - questa è la differenza fra piazza Navona e piazza San Giovanni. La cosa importante in una famiglia è il rispetto, l'amore e la comprensione. Oggi si è detto che si contrappongono una piazza laica e una cattolica, ma non e' vero: oggi c'è una piazza laica e una clericale. La laicità non è contro la fede è contro ogni forma di fondamentalismo, anche religioso".


Per Rifondazione comunista ha parlato il segretario, Franco Giordano, per i Verdi erano presenti il sosttosegretario Paolo Cento e il ministro Alfonso Pecoraro Scanio. La manifestazione andrà avanti fino a mezzanotte con l'alternarsi di interventi e musica.

 

C'è anche il ministro dell'Università Fabio Mussi, di Sinistra democratica: "Sono qui per sostenere tre parole: libertà, accoglienza e rispetto". Ma Mussi aggiunge di essere presente in piazza Navona anche per contestare quel Family Day che, a San Giovanni, sta contestando "una legge del governo di cui io faccio parte".

 

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