Un milione di spettatori in meno, ma negli Usa va peggio
Flessioni cospicue negli ascolti e cattiva qualità dei programmi. La tv finisce sulla graticola. Gli spettatori intanto preferiscono media alternativi, in primis internet, che permette maggiore libertà di scelta
Bologna, 14 Maggio 2007 - La tv attraversa un momento difficile. In Italia le bagarre nel consiglio di amministrazione della Rai e i flop ripetuti di programmi geneticamente votati al successo, perchè condotti da professionisti di successo, come Gianfranco Funari e Simona Ventura, hanno 'destabilizzato' non poco la televisione pubblica, e per trasposizione lo show biz e la politica.
Si aggiungano ora le cifre dell' emorragia negli ascolti, finora impalpabile: come riporta Dagospia.com, nell'ultimo anno in Italia la tv ha perso un milione di telespettatori, a tutto vantaggio di internet, che offre maggiori possibilità di scelta e libertà di fruizione. Se in Italia va male, negli Stati Uniti va peggio.
"Il mese scorso la Nbc ha registrato i livelli più bassi di ascolto degli ultimi vent´anni. "É solo una congiuntura statistica", hanno subito spiegato i manager del network televisivo che fa capo al gruppo General Electric. Ma la settimana successiva i ratings della Nbc sono scesi ulteriormente, segnando un nuovo record negativo e togliendo l´illusione di un semplice incidente di percorso. E a conferma del trend, arrivano ora anche i dati complessivi delle quattro maggiori reti americane: Abc, Cbs, Fox, oltre alla Nbc, hanno perso 2,5 milioni di telespettatori negli ultimi due mesi rispetto allo stesso periodo del 2006" (fonte Dagospia.com)
Tra gli imputati della flessione dell'Auditel c'è la cattiva qualità dei programmi - ma si tratta di una spiegazione che lascia il tempo che trova - e altri fattori che attengono - e qui le intepretazioni si fanno più attendibili - i progressi tecnologici degli ultimi anni. Negli Stati Uniti è in rapida diffusione il Dvr (digital video recording), ovvero l'equivalente del vecchio videoregistratore in digitale, che consente agli utenti di tenere in memoria ore di trasmissioni televisive e di rivederle a piacimento.
Magari saltando con un click la pubblicità. E qui scaturisce una conseguenza che sa di rivoluzione copernicana. C'è infatti il rischio che avvenga un'inversione dei rapporti di forza. La tv alla lunga potrebbe non attrarre più gli investitori pubblicitari e riversare i propri fatturati proprio sul web. "Insomma, un crollo verticale, che apre nuovi interrogativi sul futuro della televisione e soprattutto sui rapporti con il mondo pubblicitario - scrive Dagospia -. Negli Stati Uniti la pubblicità televisiva è un mercato da 54 miliardi di dollari".
Vi sono poi gli scossoni procurati dai motori di ricerca video, come YouTube e Google, che attirano nuovi visitatori e contemporaneamente sottraggono alla televisione audience in tempo reale, che è l'unica che gli strumenti di rilevazione tradizionali riscono a rilevare.
Si attendono quindi mosse decisive per interrompere il trend negativo. La notizia dell'acquisto della società di produzione 'Endemol', da parte di Mediaset, va in questa direzione. La palla passa ora alla Rai, impegnata nel difficile compito di affrancarsi dalla politica.
Gianni Zecca
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