Terremoto in Rai: "Adesso serve più creatività o sono "Affari tuoi"
Roma, 15 maggio 2007 - DI TERREMOTO IN TERREMOTO. Non è facile, per la Rai, accettare che il principale concorrente, Mediaset, sia oggi il proprietario della principale azienda di contenuti: quasi tutto il palinsesto di Raidue e gran parte di quello di Raiuno, nonché alcuni programmi di punta di Raitre, sono "targati" Endemol. Ecco perché ieri a viale Mazzini gli scenari apocalittici erano al centro dei pensieri dei dirigenti Rai. D’altra parte, la Rai ha un contratto di 40 milioni di euro l’anno con Endemol. Se, improvvisamente, Mediaset decidesse di chiudere i rubinetti, in una Rai oggi in assenza di idee sarebbe una tragedia. La tv di Stato, infatti, è legata ad Endemol con un contratto triennale (da 120 milioni) per fiction e intrattenimento firmato a fine estate del 2005, prima che Flavio Cattaneo lasciasse la direzione generale di Viale Mazzini.
Punto di forza del contratto è naturalmente Affari tuoi, il programma di access prime time che ha rappresentato per la tv pubblica, come spiegò lo stesso Cattaneo, "un cambio completo di raccolta pubblicitaria e di immagine". Non a caso la Sipra, la concessionaria che raccoglie la pubblicità per l’azienda, ha definito il format la "vera cassaforte della Rai". Proprio la necessità di bloccare il programma nel momento in cui Bonolis passò a Mediaset fu uno dei motivi principali che spinsero la Rai a chiudere un accordo pluriennale con la società di Paolo Bassetti. Un quadro, questo, che rende bene l’idea di quale devastazione potrebbe rappresentare per la Rai la chiusura di questi contratti.
IL PRIMO CHE riflette su questa eventualità è proprio il direttore generale, Claudio Cappon: "È un fatto rilevante per l’intero settore industriale televisivo e da parte della Rai sarà fatta un’attenta riflessione non appena si conosceranno nei dettagli i termini dell'operazione". Stessa riflessione da parte del consigliere Rai in quota Margherita, Nino Rizzo Nervo: "Sicuramente il fatto che il principale concorrente della Rai sia diventato un importante azionista di una società di produzione rilevante come Endemol costringerà a una riflessione anche sui rapporti tra la stessa Endemol e la Rai".
MA C’È ANCHE chi, come Giovanni Minoli, oggi direttore di Rai Educational, non si perde in congetture e sprona il ventre molle dell’azienda verso una "Raifondazione". "È necessario partire da un concetto: bisogna rifondare la Rai. Il servizio pubblico, se ce la fa, deve ritrovare un’idea di sé e un progetto che mobiliti le risorse migliori del Paese, professionali, culturali e creative, per ricominciare da capo. La Rai — conclude Minoli — ora ha subìto 5 gol a porta vuota, vediamo, al di là delle realtà contrattuali e giuridiche, quale sarà la sua reazione culturale e progettuale". Infine Carlo Feccero, che usa l’ironia per commentare gli avvenimenti: "Insomma, oggi il re è nudo ed è chiaro che desso con Affari tuoi, Mediaset produce il prime time di Raiuno e quindi il mio amico Antonio Ricci finalmente potrà presentarsi a Roma e scoprire se Affari tuoi è taroccato...".
di ELENA G. POLIDORI
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