Bonaiuti avverte il Prof "Giù le mani da Petroni"
Roma, 15 maggio 2007 - "GIÙ LE MANI da Petroni e dalla Rai". Una manciata d’ore prima della riunione della Vigilanza dove il cda dell’azienda pubblica sarà ascoltato sulla vicenda, il suo vicepresidente Paolo Bonaiuti (FI) manda un questo messaggio: "Illustri professori hanno spiegato che non è possibile la revoca del consigliere Petroni. Del resto, se fosse stata legittima, perché l’Unione avrebbe aspettato tanto, con la voglia di mettere le mani sulla Rai che ha?".
Perché cercava un accordo con voi? Dice il consigliere Curzi che si era quasi arrivati a un’intesa per togliere Marano da Raidue, ma dopo il vertice da Berlusconi è saltato tutto.
"Vertice da Berlusconi? Ma se Landolfi e gli altri sono venuti da me! Non riesco proprio a capire perché Landolfi, che è il presidente della Commissione di vigilanza, non dovrebbe parlare con me, nel mio ufficio, di Rai. E poi, se ne avesse parlato con Berlusconi? Perché Fassino e D’Alema non parlano di Rai?".
Allora, è vero? Lo scontro nasce dal ‘no’ al cambio di Marano?
"Finora il cda ha condiviso il 95 per cento delle decisioni. Se dopo aver detto sì 96 volte, la novantasettesima i consiglieri si prendono cinque minuti per pensarci, non è una decisione legittima?".
Si dice che Berlusconi abbia cavalcato l’onda per attaccare in questo modo legge Gentiloni e conflitto di interessi.
"Bugie, solo bugie. La verità è che Prodi, dopo aver visto i tentativi di apertura da parte di Berlusconi, ha pensato di ricompattare la sua maggioranza rissosa e divisa proponendo tre obiettivi: la presa di potere dalla Rai, che lui pensa sia la Bastiglia, il conflitto di interessi e la legge ammazza-Mediaset. Tre vicende legate da un solo filo rosso: far fuori Berlusconi".
Fin dove volete arrivare con le barricate?
"Fin dove vuole arrivare questo governo con le barricate".
E se volesse arrivare fino in fondo? Far approvare entrambe le leggi, e lasciar fuori Petroni?
"Non penso che in Senato abbiano i numeri per far passare due leggi tese soltanto ad eliminare Berlusconi dalla scena politica. Tra l’altro, l’attuale disegno di legge sul conflitto di interessi taglia fuori chi ha patrimonio che supera i 15 milioni di euro: toccherebbe non solo Silvio Berlusconi, ma un numero enorme di persone di successo — commercianti, imprenditori, professionisti — che in altri paesi danno il loro apporto alla politica. E’ una legge che non esiste altrove".
E per evitare lo scontro su Petroni cosa deve fare il centrosinistra? Ripensarci?
"Ripeto: giù le mani da Petroni e dalla Rai".
Lo considera realistico?
"Per forza. Altrimenti, li farà tornare indietro il giudice in quanto la cacciata di Petroni è illegittima. Chiedo a Padoa-Schioppa: dove è la giusta causa?".
Nel rischio di stallo e nella crisi gestionale della Rai.
"Con il 96% di decisioni prese all’unanimità? Al Tg1 hanno sostituito Mimun nonostante il record di ascolti e il Cda ha detto sì. Lo stesso è accaduto per Antonio Caprarica, eccellente professionista, al giornale radio. Di cosa stiamo parlando?".
Questo pomeriggio, la commissione di vigilanza ascolterà il cda Rai. Cosa succederà?
"Protesteremo contro questo assalto alla Rai, così come abbiamo protestato contro il Tg3 che nelle sue edizioni regionali dà la parte del leone al centrosinistra e le briciole al centrodestra".
di ANTONELLA COPPARI
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