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A cura di
Matteo Leonelli
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27/06/2007 10:49
A MATRIX

Ricucci a tutto campo
"Devo riconquistare
mia moglie Anna"

L'immobiliarista, sotto inchiesta per la scalata alla Rcs, si confessa davanti le telecamere di Canale 5. Dalla simpatia per Berlusconi ad Antonio Fazio, senza dimenticare la Falchi

Anna Falchi e Stefano Ricucci Roma, 22 giugno 2007 - È teso, nervoso e non lo nasconde. Stefano Ricucci, uno dei 'furbetti del quartierino' finito sotto inchiesta per la scalata alla Rcs, si confessa per la prima volta in televisione nella trasmissione Matrix di Enrico Mentana. E la prima domanda lo colpisce come uno schiaffo perchè riguarda la sua recente separazione con Anna Falchi.

 

"Dopo due anni sulle prime pagine dei giornali - spiega Ricucci - mia moglie ha scelto questa strada, dopo due anni di attacchi non ha sopportato questo stillicidio, speriamo che questa situazione si possa riparare... Vedremo. Insomma, mi hanno costretto a farle di nuovo la corte, a cercare di riconquistarla".

 

Quindi parla della sua simpatia per Silvio Berlusconi che incontra nel giugno 2005 all'inaugurazione dell'Auditorium della Confcommercio. In quell'occasione Berlusconi gli disse: "a me e lei ci invidiano perchè ci piacciono le belle donne". Tra i politici ammette di ammirare Massimo D'Alema, un professionista della politica, nato politico, mentre Berlusconi è nato imprenditore. Conferma anche la famosa frase pronunciata il 7 luglio mentre è al telefono con Nicola La Torre, quella in cui si definisce il "compagno Ricucci".

Con Prodi, invece, ha parlato al telefono per 30 secondi, glielo ha passato Rovati e lui gli ha fato gli auguri per il matrimonio. Si è trattata di una telefonata cordiale. Poi spiega il perchè di tutti i suoi guai: "Nel 2005 - dice - ci fu uno scontro di potere a livello finanziario, io mi sono trovato in due o tre di queste operazioni, la Rcs, la Bnl, la Antonveneta. Ero la figura più debole, non avevo protezione. Oggi, invece, lo scontro è a livello politico e anche in questa occasione viene tirato in ballo Ricucci». Per lui, in ogni caso, Unipol "aveva le carte in regola per acquisire la Bnl".

 

Fazio, il banchiere centrale, "era contrario a far entrare nel sistema creditizio italiano le banche straniere". E parlando di se stesso e dell'accusa di aggiotaggio dice che si è voluto creare un mostro mediatico perchè lui ha comperato 150 milioni di azioni di Rcs ed è normale che di fronte a tante acquisizioni il titolo salga. Molte delle cose che ha fatto non le rifarebbe: "con me la finanza ha chiuso - dice - in futuro solo mattoni, anzi, sulla finanza ci metto un mattone sopra".

Dopo più di un'ora di 'interrogatorio' da parte di Mentana a cui l'imprenditore non si è sottratto, rispondendo a tutte le domande, Ricucci conclude con una richiesta di oblio. ''Quello che chiedo adesso - ha detto Ricucci a Mentana nella parte finale del faccia a faccia avvenuto in studio e senza pubblico - è di dimenticarmi. Dimenticatemi. Vorrei tornare a fare il mio lavoro, tornare a fare l'imprenditore ed essere lasciato in pace''.

 

"Dietro Ricucci c'è solo Ricucci - spiega l'imprenditore respingendo tutte le ipotesi di essere prestanome di qualcuno non identificato - due Procure, quella di Milano e quella di Roma mi hanno setacciato tutte le carte e hanno scoperto che dietro Ricucci c'è solo Ricucci".

 

Il titolare della Magiste dichiara di avere un patrimonio immobiliare pari a 680 milioni di euro, che tutti i prestiti che ha avuto dalle banche sono stati restituiti - parla di 3.500 miliardi di vecchie lire in due anni - e che la sua società non deve un euro a nessuna banca. Si dice anche "orgoglioso di essere odontotecnico", spiega che il termine ascoltato in una intercettazione telefonica in cui si parla di "furbetti del quartierino" significa in pratica volare basso: "stai comprando una delle prime banche italiane - dice - e non puoi fare cose stupide".

 

Parla della scalata alla Rcs e dice che acquisire il Corriere della Sera "era l'ultimo dei miei pensieri". "Dal 2004 - spiega - avevo cominciato ad acquisire azioni della Rcs, avevo il 4%, le avevo comprate perchè volevo diversificare le mie partecipazioni dal sistema bancario a quello editoriale. La mia aspirazione era quella di far parte del patto di sindacato, ma è stato solo un sogno. Quando avevo acquisito il 20% volevo convocare un'assemblea e spiegare i miei obiettivi. Dunque non c'è stata alcuna scalata".



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