Tentativo di estorsione
ai danni di Adriano
In un falso atto di polizia recapitato a Gilmar Rinaldi, rappresentante dell'attaccante brasiliano, l'interista veniva accusato di coinvolgimento in narcotraffico. Ma la vicenda era una 'bufala'. E le autorità riferiscono che si tratta del secondo caso
Rio de Janeiro, 27 giugno 2007 - Non c'è pace nemmeno in vacanza per Adriano. L'attaccante dell'Inter, secondo quanto confermato oggi dalla polizia federale del suo paese, è stato vittima poche settimane fa di un nuovo tentativo di estorsione in Brasile.
Al rappresentante dell'attaccante nerazzurro Gilmar Rinaldi è stato recapitato un atto con l'intestazione della polizia di Rio de Janeiro, nel quale veniva chiesto al giocatore di far luce su un caso di "associazione ai fini del traffico di droga" che lo avrebbe coinvolto, invitandolo di conseguenza a contattare la polizia su un telefono cellulare di cui veniva fornito il numero. Se non lo avesse fatto, c'era scritto nel documento, sarebbe incorso in un reato perseguibile dalla legge.
Una vicenda assolutamente inventata. Il documento portava la firma, poi rivelatasi falsa, del sovrintendente della polizia federale di Rio, Delcì Teixeira. Secondo quanto riferito dalle autorità brasiliane, le prime indagini fanno pensare a un tentativo di estorsione perpetrato da due uomini, forse poliziotti o finti poliziotti, che si spostano a bordo di un auto simile a quelle della polizia e che già in precedenza avrebbero tentato di estorcere denaro ad Adriano.
Gli inquirenti sperano ora di poter identificare gli autori del reato grazie al nastro delle telecamere a circuito chiuso poste nel condominio dove fu consegnato il falso documento della polizia. Il caso è stato denunciato alle autorità brasiliane dal procuratore del giocatore e dal legale dello stesso Sergio Guimaraes il 18 giugno scorso.
LE NEWS SUL TUO PC






