Roma, 2 luglio 2007 - Aumentano i centri per la procreazione assistita, aumentano i trattamenti e le donne che vi si sottopongono, ma diminuisce l'efficacia dei trattamenti stessi e aumentano gli insuccessi (come gli aborti spontanei). E' questo il primo bilancio, contenuto nella relazione del ministro della Salute, Livia Turco, al Parlamento, dell'attuazione della legge 40 del 2004.
La legge 40 del 2004 ha 'tagliatò del 3,6% le percentuali di gravidanze nei centri di fecondazione assistita e, dunque, dei bimbi nati con queste tecniche. È questo il dato più evidente che emerge dalla relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita (Pma), inoltrata oggi dal ministro della Salute Livia Turco ai presidenti del Senato Franco Marini e della Camera Fausto Bertinotti.
Il dato, spiega il documento, si tradurrebbe in una «perdita ipotetica di 1.041 gravidanze». La relazione è frutto del censimento effettuato in 169 centri (contro i 120 del 2003), dai quali risultano 6.235 gravidanze nel 2005 contro le 4.807 del 2003, con una media per centro del 36,9% a fronte del 40,1% del 2003.
Sotto la lente di ingrandimento le tecniche Fivet e Icsi negli anni 2003 e 2005, cioè prima e dopo l'entrata in vigore della legge, e i risultati ottenuti. Ancora, le pazienti trattate sono state 27.254 nel 2005 contro le 17.125 del 2003, le percentuali di gravidanze sono passate dal 24,8% del 2003 al 21,2% del 2005, «con una riduzione di 3,6 punti percentuali», spiega la relazione.
"Il numero di trasferimenti effettuati con un solo embrione è passato dal 13,7% del 2003 al 18,7% del 2005, mentre più del 50% dei trasferimenti viene effettuato con tre embrioni contro il 44% del 2003. È aumentata, dal 22,7% del 2003 al 24,3% del 2005, la percentuale di parti plurimi (gemellari, trigemini e multipli) - sottolinea la relazione - e sono aumentati dal 23,4% nel 2003 al 26,4% nel 2005 gli esiti negativi delle gravidanze, per aborti spontanei, morti intrauterine, gravidanze ectopiche correlate all'obbligo di impianto di tutti gli embrioni previsto dalla legge 40/2004».
Il testo evidenzia inoltre «una più elevata percentuale di trattamenti che non giungono alla fase del trasferimento o con bassa possibilità di successo (trasferimento di un embrione non elettivo)». Dunque, una minore efficacia delle tecniche di fecondazione assistita.
IL MINISTRO
''Auspico che a tre anni dall' applicazione della legge si continui a riflettere, con grande rigore e sobrieta', sulla legge medesima, a partire dagli esiti dell'applicazione delle tecniche''. E' questo l'invito che arriva dal ministro della Salute, Livia Turco, nella sua presentazione al Parlamento della relazione sullo stato di attuazione della legge 40 sulla procreazione assistita.
Continuare a riflettere, prosegue il ministro, ''al fine di garantire alle donne e alle coppie la migliore efficacia e sicurezza delle tecniche, e al fine di garantire al meglio proprio i principi ispiratori dichiarati dalla legge, che sono la tutela della salute delle donne e la tutela degli embrioni''.
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