Allarme per i ghiacciai italiani:
'ristretti' del 20% in 20 anni
Il caldo sulle Alpi cresce del doppio rispetto alle pianure e alle coste. La regola del 20% vale anche per la riduzione dei giorni di gelo: fra il 1961 e 2004, sono diminuiti di circa il 20%
Saint Vincent, 2 luglio 2007 - Gli 800 ghiacciai italiani si sciolgono, mentre il caldo cresce sulle Alpi a un ritmo doppio rispetto alle pianure e alle coste europee. I ghiacciai alpini hanno perso negli ultimi 20 anni il 20% della loro estensione. Ma il fenomeno della deglaciazione è destinato a peggiorare con l'avanzare dei mutamenti climatici.
L'aumento delle temperature provocato dai cambiamenti climatici globali sarà più veloce sulle Alpi che sul resto del Paese: già oggi procede a un ritmo doppio, con un tasso di crescita delle temperatura media compreso tra 1,5 e 2 gradi nell'ultimo secolo mentre nel resto d'Europa si è attestato a meno di un grado (0,950). Di questo si parla nel workshop «Cambiamenti climatici e ambienti nivo - glaciali: scenari e prospettive di adattamento», che si tiene il 2 e 3 luglio a Saint Vincent.
L'appuntamento rappresenta la quarta tappa di avvicinamento alla Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici, voluta dal ministero dell'Ambiente e organizzata da Apat - l'Agenzia per la protezione dell'Ambiente e per i servizi tecnici- a Roma per il 12 e 13 settembre prossimi.
Come si discute al workshop, studi condotti sul versante francese delle Alpi, mediamente meno esposto alla radiazione solare e alle ondate di caldo, hanno stimato che un aumento della temperatura di 1,8 gradi determina una riduzione della durata del manto nevoso del 20% (30-40 giorni) a 1500 metri di quota.
La regola del 20% vale anche a livello generale per la riduzione dei giorni di gelo, dei periodi cioè in cui la temperatura va sotto zero: fra il 1961 e 2004, sono diminuiti appunto di circa il 20%. Il workshop di Sain Vicent ha come obiettivo l'elaborazione di proposte di natura tecnica e normativa per l'adattamento ai fenomeni di deglaciazione in atto.
Tra i partecipanti, Edmondo Nocerino, direttore generale dell'Arpa Valle d'Aosta, Luciano Caveri, presidente della Regione Autonoma Valle d'Aosta, Alberto Cerise, assessore al Territorio, Ambiente e Opere pubbliche della Regione, Roberto Caracciolo, direttore di Dipartimento dell'Apat e Luca Mercalli della Società Meteorologica Italiana.
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