Prima il Getafe, poi Dio
Bufera sul filmato
del team spagnolo
Spot pubblicitario con scene bibliche come il sacrificio di Isacco, Mosé nel deserto, un martire sul rogo, Adamo. Fa parte della nuova campagna abbonamenti della squadra di calcio iberica
Roma, 10 luglio 2007 - Scene bibliche, girate in un elegante e numinoso color seppia (il sacrificio di Isacco, Mosé nel deserto, un martire sul rogo, Adamo con la ferita sulla costola ben in vista - Eva non c'è) e una voce fuori campo che annuncia "non ucciderei mai mio figlio per te, non vagherei mai quarant'anni nel deserto in tuo nome" e così via: "Per te, no", conclude un uomo su una croce, mentre appare in sovrimpressione la scritta: "Prima viene la mia squadra".
Lo spot pubblicitario - che a occhio non farà certo piacere alla Chiesa spagnola - fa parte della nuova campagna abbonamenti della squadra madrilena del Getafe, che dopo un ottimo campionato in Prima divisione nella prossima stagione aspira a fare le cose in grande: "E' un esercizio di esagerazione per dimostrare l'orgoglio e l'affetto di un tifoso per la sua squadra, che supera quasi qualsiasi altro valore della vita", ha spiegato l'agenzia El Ruso de Rocky al quotidiano spagnolo El Mundo.
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