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A cura di
Matteo Leonelli
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14/07/2007 13:51
ALLARME SICCITA'

Taranto in ginocchio
Vertice sull'emergenza

La mancanza d'acqua si protrae da più giorni a causa di un minor flusso dalle sorgenti dei fiumi Sele e Calore a fronte del quale l'Acquedotto Pugliese ha dovuto far scattare un piano di restrizioni

acqua Taranto, 12 luglio 2007 - Pesanti difficoltà in vaste aree di Taranto a seguito della mancanza d'acqua che ormai si protrae da più giorni a causa di un minor flusso dalle sorgenti dei fiumi Sele e Calore in Campania a fronte del quale l'Acquedotto Pugliese ha dovuto far scattare un piano di restrizioni. Anche ieri autobotti in città, code di cittadini per approvvigionarsi di acqua, esercizi pubblici - bar, ristoranti, gelaterie -, soprattutto quelli della zona del centro, in serie difficoltà.

 

Anche l'ospedale ss. Annunziata, il più grande della città, è senz'acqua e il rifornimento viene assicurato con le autobotti, mentre i vigili del fuoco sono costretti a rifornirsi dagli idranti della Marina Militare per i grossi approvvigionamenti dato che nella caserma centrale viene segnalata una bassa pressione. Da parte dell'Asl di Taranto è in corso un'azione di monitoraggio per prevenire possibili conseguenze alla salute e sanità pubblica. Si attende la giornata di domani per verificare se, come scaturito nel vertice di lunedì nella prefettura di Taranto, ci saranno le prime schiarite a fronte di alcuni interventi di emergenza.

 

La situazione potrebbe migliorare se, accanto all'arrivo di 250 litri secondo dalla Basilicata come portata aggiuntiva, in base all'accordo raggiunto oggi a Potenza tra le due regioni, entreranno in esercizio anche alcuni pozzi che erano stati chiusi tempo addietro per ragioni di sicurezza e che ora la Regione Puglia ha invitato l'Aqp a riattivare dopo essersi accertata dalle loro condizioni igieniche con le analisi dell'asl.

 

Oggi, a Bari, ci sarà un altro vertice dedicato all'emergenza idrica di Taranto. L'ha convocato la Regione invitandovi a partecipare Comune, Provincia, ente irrigazione, consorzio di bonifica Stornara e Tara, Arpa Puglia, Autorità di bacino. Si parlerà soprattutto degli approvvigionamenti di acqua da parte dello stabilimento siderurgico Ilva. L'azienda, che appartiene al Gruppo Riva, usa ogni anno circa 40 milioni di metri cubi di acqua provenienti dai fiumi Tara (viene usata per il raffreddamento dei prodotti e l'abbattimento delle polveri) e Sinni (viene utilizzata nel ciclo produttivo). In entrambi i casi si tratta comunque di acqua non potabile il cui uso è pagato dall'Ilva all'ente irrigazione della puglia con un costo annuo di circa 4,5 milioni di euro. La Regione ha ora proposto che all'Ilva sia data, per gli usi industriali, l'acqua dei depuratori di Bellaviata e Gennarini, una soluzione questa che non vede indisponibile l'azienda a condizione, però, che prima si facciano gli impianti di affinamento dell'acqua dei depuratori che a oggi non esistono.



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