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Matteo Leonelli
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31/07/2007 09:51
DOLCE VITA ROMANA

Dopo il festino Cosimo Mele lascia l'Udc
Cesa: "La lontananza dalla famiglia è dura"

Il segretario Lorenzo Cesa: "Comportamento non consono a un partito che fa della difesa della famiglia la sua battaglia fondamentale"

Cosimo Mele, deputato Udc Roma, 30 luglio 2007 - Finirà all'attenzione della procura di Roma la serata 'allegra' di Cosimo Mele (nella foto), deputato dell'Udc, protagonista venerdì scorso, in una suite di un hotel di via Veneto, di un incontro a luci rosse con una donna, poi ricoverata all'ospedale San Giacomo in stato confusionale, forse dopo aver assunto sostanze stupefacenti.

 

Il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, ha accettato le dimissioni dal gruppo parlamentare dell'Udc di Cosimo Mele, il parlamentare trovato in compagnia di una ragazza squillo all'Hotel Flora, a Roma. L'onorevole Mele rimane parlamentare. "E' stato un comportamento non consono con un partito come l'Udc che fa della difesa della vita e della famiglia la sua battaglia fondamentale", ha detto il leader centrista in una conferenza stampa che si è svolta a Montecitorio. "Noi continueremo a fare le nostre battaglie a testa alta come abbiamo fatto in questi anni", ha aggiunto. Sono profondamente amareggiato per quel che è accaduto", ha detto il leader Udc. Quello di Cosimo Mele "è stato un comportamento sbagliato e l'unica cosa positiva è stata rassegnare le dimissioni, che io ho immediatamente accettato".

 

C'è molta polemica sugli stipendi dei parlamentari - ha peraltro affermato, en passant, il segretario dell'Udc - e invece andrebbero sostenuti perché conducano una vita serena. La vita del parlamentare è dura, comporta molti impegni, parlamentari ed esterni". Riferendo di un colloquio con un funzionario del Parlamento, Cesa ha menzionato l'ipotesi del "ricongiungimento familiare" per i deputati che, altrimenti, soffrono di "solitudine".
Quanto all'incarico di parlamentare mantenuto da Mele, il leader centrista ha sottolineato che "è una questione che attiene alla persona decidere se restare o meno", ma ha anche ricordato che "l'articolo 66 della Costituzione prevede che il vincolo di mandato non è legato al partito".

 

Il segretario dell'Udc ha poi rilanciato lo screening tossicologico dei parlamentari che verrà eseguito mercoledì prossimo. "Chiederò ai parlamentari dell'Udc di rendere pubblico l'esito del test", ha detto Cesa. La tossicodipendenza, ha precisato, "è un fenomeno che contrastiamo con forza, e i parlamentari devono dare il buon esempio".

 

"Il ricongiungimento familiare per i parlamentari il segretario dell'Udc se lo poteva proprio risparmiare, perché francamente è una cosa che fa ridere". Lo dichiara Silvana Mura esponente di Idv. Cosimo Mele è il parlamentare del partito di Pier Ferdinando Casini, sposato due volte e padre di tre figli, che è fra i firmatari della legge per il test anti-droga ai parlamentari, che venerdì notte, mentre la Camera era impegnata nella maratona notturna sulla giustizia, ospitava in albergo una prostituta finita sabato mattina all'alba in crisi eccitatoria da overdose all'ospedale San Giacomo.

 

"Io non mi sento di avere tradito nessuno,se non la mia famiglia. A loro - ha detto in interviste pubblicate oggi su diversi quotidiani - non so davvero come spiegarlo. Ho deciso comunque di dare le dimissioni dall'Udc: sulla mia carriera politica deciderà l'Udc. Ma non vedo perchè dovrei dimettermi da deputato: anche io sono un uomo con le mie virtù e debolezze".

 

Non la pensano così tutti all'interno del suo partito. "Mele ha determinato un gravissimo danno di immagine e di credibilità al al partito e al gruppo dell'Udc e politicamente non ha scusanti", ha osservato Maurizio Ronconi, vicepresidente dei deputati Udc, convinto che il parlamentare protagonista della notte brava con la squillo finita in ospedale debba dimettersi anche dalla Camera.

 

Severo anche il suo collega di partito Carlo Giovanardi: "E' tempo che nell'Udc si apra una riflessione molto seria, al centro ed in periferia, sui metodi di selezione della classe dirigente e su comportamenti troppo spesso in conflitto con i valori che il partito pubblicamente promuove e difende". "Non si può autoproclamarsi primi della classe - ammonisce Giovanardi - e non essere poi in grado di dimostrarlo, esponendosi oltre tutto alle facili ironie di alleati e avversari.

 

Ironie che puntualmente sono arrivate a iosa. Tra le altre quella di un icastico Diliberto: "E' il trionfo della doppia morale, dell'ipocrisia e dei bacchettoni. Non se ne può più". "Ora voglio proprio vedere come voterà uno beccato a un festino hard, il giorno che voteremo in Parlamento sulla sacralità della famiglia".

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