Tutti in fila per il test anti droga
Più di 100 parlamentari aderiscono all'iniziativa dell'Udc
Polemiche, poi rientrate, tra il partito di Casini e An. Alla fine stretta di mano in transatlantico tra il leader Udc e La Russa. Entrambi hanno fatto il test ma il presidente dei deputati finiani sottolinea: "Chiunque, informato 48 ore prima, potrebbe superarlo tranquillamente"
Roma, 1 agosto 2007 - In fila, ordinati, con tanto di numeretto in mano, tutti pronti a fare il test antidroga organizzato in piazza Montecitorio dall'Udc. Parlamentari centristi, ma anche di FI e Lega, e c'è chi garantisce che si è presentato anche qualche deputato di maggioranza. Fin dalle prime ore di questa mattina decine di parlamentari si sono presentati davanti al presidio medico per effettuare il test della saliva che rileva l'assunzione di sostanze stupefacenti nell'arco di 48 ore.
Tra i primi a sottoporsi all'analisi il leader centrista, Pier Ferdinando Casini. Ed è subito polemica con gli alleati di An, accusati da Casini di averli lasciati soli in aula quando si è votato proprio per la proposta di rendere obbligatorio per i parlamentari il test antidroga. "Del resto - ha quindi osservato Casini - se oggi non sono qui dimostrano coerenza".
Quanto alla vicenda che ha coinvolto il centrista, poi espulso dal partito, Cosimo Mele, Casini ribadisce la sua amarezza: "È un fatto doloroso che ci amareggia, ma è un fatto privato che non può inficiare assolutamente il partito. Non voglio minimizzare", ma il polverone sollevato nei confronti dell'Udc "dimostra che le nostre battaglie danno fastidio". A metà mattinata anche il segretario, Lorenzo Cesa, si è sottoposto all'esame: "Ritengo che noi parlamentari dobbiamo dare l'esempio, innanzitutto ai giovani. Questo, del resto, è il senso della nostra iniziativa: avvertire i giovani sui pericoli della droga, perché la droga uccide".
Intanto, la critica centrista verso An provoca la reazione del partito di Fini. La Russa ironizza: ''Se quelli dell'Udc volessero davvero farci un test anti droga serio dovrebbero fare quello tricologico, perchè questo che hanno improvvisato non serve proprio a nulla. Un qualsiasi tossicodipendente, informato 48 ore prima, potrebbe superare tranquillamente questo test''. Le polemiche si placano solo dopo che una delegazione di An - capitanata dallo stesso La Russa - si reca in piazza per sottoporsi al test.
Getta acqua sul fuoco Carlo Giovanardi: "Come i nostri elettori anche io non riesco davvero a capire perchè Udc e An, schierati sullo stesso fronte antidroga, debbano trovare continui pretesti di inutili polemiche fra di loro. È ora di dire basta alle liti incomprensibili ed alle punzecchiature reciproche che servono soltanto ad indebolire il centro destra nei confronti degli avversari della sinistra".
Intanto sull'iniziativa sono in molti ad ironizzare, a partire dai Radicali, capofila delle battaglie antiproibizioniste: ''Anche Cosimo Mele oggi sarebbe negativo al test per la cocaina'' dice Silvio Viale, medico, membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani. ''E' curioso, e aggiungerei un po' sospetto, che questa messinscena sia di mercoledì, a riguardevole distanza dalle serate del week-end in cui si concentra il consumo di cocaina. Non metto in dubbio la buonafede dell'Udc (non l'avrei messa in dubbio nemmeno prima del caso Mele) ma oggi anche Cosimo Mele sarebbe negativo, qualora gli fosse sfuggita una sniffata venerdì sera. Gli esperti dell'Udc dovrebbero sapere che i test per la cocaina si negativizzano in pochi giorni, soprattutto per sniffate occasionali, non esagerate. Forse sarebbe stato meglio organizzare i test in prossimita' del week-end, magari a sorpresa, come per i ciclisti''.
Intanto le prenotazioni dei parlamentari sono salite a più di cento. Per questo, fa sapere una nota dell'Udc, il presidio davanti Montecitorio rimarrà operativo fino alle 17.
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