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A cura di
Matteo Leonelli
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07/08/2007 00:26
PARLA DON GELMINI

"Chiedo scusa agli ebrei"

Mastella: "Nessuna interferenza"

"Sono più forte di prima" ha detto il fondatore della Comunità Incontro che intanto fa retromarcia su alcune frasi che avevano irritato la comunità israelitica. Il ministro: "Non ingerisco"

Don Piero Gelmini Roma, 5 agosto 2007 - "In alcun modo il ministro della Giustizia ha manifestato l'intenzione di interferire nell'inchiesta che ha coinvolto Don Gelmini", ha precisato oggi l'ufficio stampa del ministero di via Arenula. "Con rammarico - aggiunge - leggiamo sui giornali che le espressioni di rispetto verso la magistratura pronunciate dal Guardasigilli sono oggetto di strumentalizzazioni da parte di alcuni". La Procura di Terni ha aperto un'indagine sulla fuga di notizie.

 

Non una lobby ebraica, ma massonica-radical-chic sarebbe dietro alle accuse di molestie sessuali nei confronti di Don Pierino Gelmini. Il prete anti droga al centro delle indagini della Procura di Terni chiede scusa agli ebrei per alcune frasi che, chiarisce, gli sono "sfuggite" e precisa, in un'intervista al Gr1, il senso delle sue dichiarazioni: "Se l'ho detto mi è sfuggito ma intendevo dire 'massonica radical-chic'. Chiedo scusa agli ebrei: ho molto rispetto e molta considerazione per loro però credo ci sia una loggia massonica radical chic che combatte la Chiesa su tutti i fronti e vuole neutralizzare coloro che, in un'azione di avanguardia, cercano di rendere una testimonianza cristiana e i preti sono i loro punti di riferimento preferiti". Mi sento addolorato per queste cose - conclude il sacerdote - ma sereno e forte nello spirito e nell'anima".

 

"Probabilmente - dice il prete anti-droga dalla comunità di Zervò, sull'Aspromonte - i miei accusatori hanno trovato qualche giudice anticlericale". Don Gelmini ammette di non nutrire "fiducia incondizionata" nella magistratura. "Alla fine di questa storia - promette - scriverò un libro: 'Il serpente nella stanza dei magistrati'".
Gli ebrei "prendono atto" delle scuse di don Pierino Gelimini per l'accusa alla lobby ebraico-radical chic. Riccardo Pacifici, portavoce della comunità ebraica romana, osserva:La parola lobby ci lascia sempre perplessi, perché in Italia e in Europa ha un'accezione negativa". "Ma ben venga la smentita. Ne prendiamo atto. Speriamo che con essa si chiuda ogni polemica e che sia l'occasione per sviluppare in futuro iniziative comuni per il recupero di persone vittime della tossicodipendenza".



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