Roma, 15 agosto 2007 - La faida di San Luca (Reggio Calabria), di cui la strage avvenuta a Duisburg rappresenta un nuovo capitolo, contrappone le famiglie Nirta-Strangio da una parte e Vottari-Pelle-Romeo dall'altra.
Secondo gli storici della 'ndrangheta, la faida è iniziata nel 1991 nel paese aspromontano. All'origine dello scontro tra i due gruppi (Nirta-Strangio e Vottari-Pelle-Romeo) ci sarebbe stato un banale lancio di uova avvenuto nella piazza del paese durante la festa di Carnevale tra giovani appartenenti alle due famiglie.
L'episodio provocò un violento litigio tra membri dei due gruppi che portò ad un agguato, compiuto il 14 febbraio 1991, nel quale furono uccise due persone e altre due rimasero ferite.
Da quel giorno è stato un continuo alternarsi di episodi di sangue e di periodi di tregua tra le due famiglie mafiose.
Ma la faida di San Luca non è mai terminata. Infatti, si è riaccesa e riacutizzata il 25 dicembre 2006, quando nel corso di una tentata strage fu uccisa Maria Strangio, 33 anni, moglie di un pregiudicato appartenente alla cosca Nirta-Strangio. Nella sparatoria, avvenuta sotto casa degli Strangio a San Luca, furono ferite altre tre persone tra cui un bambino di cinque anni. Due giorni dopo, durante i funerali di Maria Strangio, ci fu un principio di sparatoria, fortunatamente senza conseguenze.
Il 3 agosto scorso il penultimo episodio della faida: l'omicidio, sempre a San Luca, di Antonio Giorgi, di 56 anni, secondo gli inquirenti da inquadrare nell'ambito della faida.
Ieri notte, in Germania, quella che secondo i primi accertamenti dovrebbe essere stata la risposta del clan Nirta-Strangio alla tentata strage di Santo Stefano 2006.
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