Nei precedenti interrogatori, l'indagato sarebbe caduto in contraddizioni sul colore del volto di Chiara e del pigiama. Le sue scarpe sono risultate pulite nonostante ci fosse sangue ovunque. Un martello la presunta arma del delitto: sarebbe stato prelevato da un cantiere vicino alla sede dei volontari presso la quale presta servizio la stessa Stefania Cappa
Pavia, 22 agosto 2007 - Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi la ragazza uccisa lunedì scorso nella sua villetta a Garlasco, nel pavese, ha varcato la soglia della caserma di Vigevano.
Intorno alle 11, accompagnato dal padre Nicola e dall'avvocato Giovanni Lucido, è stato ascoltato dai militari. Gli inquirenti non lasciano trapelare nulla su quanto Alberto abbia detto all'interno della caserma. Al momento non si sa se Alberto abbia fornito le proprie impronte digitali e il proprio Dna per consentire le analisi su alcune tracce di sangue e materiale organico trovato nella villetta del delitto.
Alberto, durante i precedenti interrogatori, sarebbe caduto in contraddizioni: ricorda il volto «pallido» di Chiara che invece era macchiato di sangue, le suole delle sue scarpe non sono macchiate di sangue nonostante la scena del delitto ne fosse piena e inoltre parla di un pigiama rosa sebbene la luce delle scale che porta in taverna rende il colore del pigiama, secondo gli inquirenti, bianco.
L'avvocato di famiglia Giovanni Lucido che ha lasciato la caserma a bordo di una station wagon chiara, insieme ad Alberto e al padre del ragazzo, smentisce che il fidanzato della vittima sia stato sottoposto ad un nuovo interrogatorio.
Matt Damon e sua moglie Luciana Barroso alla prima del film 'The Bourne Ultimatum' al Sony Center di Berlino