Il fotografo accolto a Venosa da una selva di contestazioni non si lascia smontare dal pubblico ostile e si lancia in una 'requisitoria' di 45 minuti: "Ad oggi sono innocente". Commenta la notizia
VENOSA (Potenza), 29 agosto 2007 - L'avevano detto e l'hanno fatto: così ieri notte a Venosa il paparazzo dei Vip - protagonista super-discusso della notte bianca della cittadina - è stato accolto da una selva di fischi e cori al grido di 'buffone, buffone'.
C'era da aspettarselo, visto le critiche montanti alla partecipazione del fotografo alla manifestazione organizzata dalla locale Pro Loco: primi tra tutti i giovani di Venosa, che diede i natali al poeta Orazio. Nelle settimane scorse, riuniti in un combattivo comitato , hanno raccolto la bellezza di quattromila firme anti-paparazzo. E ieri le hanno esposte in un maxi-striscione in piazza Umberto I, proprio vicino al palco dove - come da programma - Corona è salito verso le 2.30 del mattino.
Ma lui, Fabrizio Corona, non è facile da smontare: vestito di bianco come una star ha affrontato il pubblico urlante e con apparente calma ha replicato: ''Ad oggi sono innocente perché nessuno mi ha giudicato e sono un cittadino come tutti voi''.
Poi, come d'abitudine, si è concesso alla curiosità dei cronisti, che lo intervistavano su tutto un po', dal caso-Garlasco, al suo contrastato rapporto con il pm Woodcock.
''Fabrizio Corona non e' un idolo - dice parlando in terza persona - ma solo uno che non si e' fatto mettere i piedi in testa. Voglio vedere - ha spiegato incurante del rumoreggiare del pubblico - se qui c'e' un ragazzo che e' riuscito a fare quello che ho fatto io. Sono un imprenditore ho un'agenzia fotografica con 30 dipendenti e prima dell'inchiesta fatturavo 12 milioni di euro all'anno''.
Quanto alla sua presenza a Garlasco, nel paese del delitto di Chiara Poggi, ha detto: ''Sono andato a Garlasco perché avevo richieste dai giornali per le interviste alle sorelle Cappa. Io faccio il mio lavoro e lo porto a termine. Sono un giornalista pubblicista e chi parla male di me lo fa soltanto perche' vuole attirare la sua attenzione su di se stesso''.
Poi il paparazzo non ha perso l'occasione per spandere veleno sull'odiato Woodcock: ''Il caso Corona è scoppiato perché ero diventato troppo importante e ostentavo troppo. Sono capitato nelle mani di un pm che cercava popolarità per spianarsi la strada in politica''. E ancora: ''Quando leggeranno gli atti si renderanno conto che il pm Woodcock non capisce un cazzo di legge''.
Una 'requisitoria' sul palco durata 45 minuti, con Corona che ha fatto appello a tutte le sue arti per conquistare il pubblico chiaramente ostile. Ma niente: sul palco arriva anche qualche pomodoro. S'aspettava la protesta, e si era preparato: "Dov'erano questi giovani che raccolgono firme contro di me quando a Venosa si chiudeva l'ospedale?''.
A quest'uscita è partito un applauso, ma poi i fischi sono tornati. Prima di andarsene, il fotografo si è soffermato con i tanti ragazzi e ragazze che gli chiedono di posare per una foto con loro. Ma non erano contrari a Corona?.
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