Ravenna, 4 settembre 2007 - Non cessa lo stato di allerta in Romagna, e in particolare nelle zone costiere da Ravenna a Cesene, dopo gli oltre 150 casi di infezioni da Chicungunya, il virus portato dalla zanzara tigre che causa febbre anche alta e dolori muscolari e ossei. Il decorso della malattia è comunque benigno e si esaurisce in pochi giorni.
Mentre le autorità sanitarie proseguono gli accertamenti pur tranquillizzando la popolazione, le amministrazioni locali hanno intensificato le attività di disinfestazione un po' ovunque, da Ravenna a Cervia, da Cesena a Rimini.
Nel capoluogo malatestiano, oggi, benchè non si siano registrati finora casi sospetti, dovrebbe essere avviato un piano straordinario di disinfestazione contro la zanzara tigre responsabile della trasmissione della malattia; piano che interesserà sia le aree pubbliche che le strutture e le abitazioni private dell'intero territorio provinciale. A titolo precauzionale, sono state anche sospese a Ravenna e Cesena le donazioni di sangue.
Il caso, intanto, è finito in Parlamento con una interrogazione della vicepresidente dei deputati di Forza Italia, Isabella Bertolini, la quale sospetta che nella valutazione della vicenda possa esserci stata una "sottovalutazione da parte delle autorità sanitarie locali e regionali competenti". Anche il consigliere regionale forzista Gianni Varani si è rivolto con una interrogazione alla giunta parlando di "un'evidente difformità di valutazione fra i soggetti colpiti dal virus e i livelli istituzionali" e chiedendo di sapere se la risposta dell'Asl di Ravenna e degli uffici pubblici sia stata adeguata e tempestiva.
Ad affilare le armi sono anche gli esperti dell'Istituto superiore di sanità che oggi, insieme alla Regione Emilia Romagna, hanno messo a punto un protocollo stringente per debellare le alte concentrazioni di zanzare, il vettore usato dal virus per contagiare l'uomo. A spiegare il piano di guerra alla zanzara 'killer', "già iniziato nell'area interessata", è il virologo dell'Iss Antonio Cassone, direttore del Dipartimento di malattie infettive, parassitarie e immunomediate.
"Abbiamo predisposto un protocollo di disinfestazione che vuole essere efficace e risolutivo. Per questo - spiega l'esperto - sono in atto interventi massicci per l'eliminazione degli insetti adulti e delle larve, che devono ripetersi con cadenza regolare e serrata ogni 15 giorni. Con verifiche continue. Ma soprattutto - incalza - per la prima volta abbiamo disposto un controllo di qualità dell'Iss sugli interventi, a garanzia della loro efficacia. Cosa che finora non era mai stata fatta". Insomma, una sorta di bollino blu per la disinfestazione.
Cassone spiega che per ora le misure drastiche riguardano solo le zone particolarmente infestate dagli insetti. "Dobbiamo però - precisa - prendere coscienza del fatto che la zanzara non è solo un insetto molesto, ma che può costituire un vettore di malattie di importazione. Da qui - conclude - l'importanza di mettere a punto un sistema efficace per debellarne la presenza nelle zone infestate".
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