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ECONOMIA

Crisi 'subprime', l'Ocse taglia le stime Usa e Ue
affondano le Borse europee, Milano la peggiore

La crisi dei mutui statunitensi è stata "più forte del previsto". La crescita dei paesi Ocse sarà ridotta, Italia compresa. Arriva da Parigi un nuovo autorevole allarme dal capo-economista Jean-Philippe Coti che annuncia una raffica di tagli di stime in Ue, Usa e in tutto il G7. A Milano il Mibtel finale è arretrato del 2,15% a quota 30.774 puni, mentre l'S&P/Mib e l'All Stars hanno perso rispettivamente il 2,42 e l'1,43 per cento

Borse, venerdì nero Milano, 5 settembre 2007 - La Borsa di Milano ha archiviato la seduta in forte calo, al termine di una giornata sempre negativa e con un passivo che è andato accentuandosi con il trascorrere delle ore. Il Mibtel finale è arretrato del 2,15% a quota 30.774 punti, mentre l'S&P/Mib e l'All Stars hanno perso rispettivamente il 2,42 e l'1,43 per cento. A penalizzare il listino milanese sono stati soprattutto i titoli finanziari, su cui pesa la crisi dei subprime (i mutui immobiliari Usa a bassa garanzia) che continua a spaventare i mercati azionari internazionali. Pesanti anche alcuni industriali come Fiat e Telecom.




Per quanto riguarda i finanziari, Generali ha perso l'1,62%, Mediolanum il 3,81%, Unicredit -3,69%, Intesa Sanpaolo -2,96%, Bpm -3,45%. Telecom Italia e Pirelli, nel giorno in cui si riunisce l'Anatel senza avere all'ordine del giorno la discussione del dossier Telco, hanno perso rispettivamente il 2,56% e il 2,75 per cento. Fiat è arretrata del 3,66% ed è scesa sotto quota 20 euro (19,538).
Ha retto Snam Rete Gas, l'unico titoli positivo tra le blue chips con un +0,02%. In vista Prysmian (+2,13%) che oggi ha annunciato una commessa in California da 125 milioni di dollari. Tra gli altri energetici, Enel -2,05% ed Eni -1,39%.Gli scambi della giornata hanno sfiorato i sei miliardi di euro (5,9).



La crisi dei mutui 'subprime' è stata "più forte del previsto". È presto per dire quanto durerà o fino a dove arriveranno le sue implicazioni, ma una cosa è certa: la crescita dei paesi Ocse sarà ridotta, Italia compresa. Dopo gli avvertimenti del Fondo monetario e dell'Ue arriva stamane da Parigi un nuovo autorevole allarme crisi mutui. Il capo-economista dell'Ocse, Jean-Philippe Cotis - nella sua previsione interinale prima del prossimo Outlook che l'organizzazione pubblicherà il 6 dicembre - ha infatti annunciato una raffica di tagli di stime in Ue, Usa e in tutto il G7, effetto inevitabile dell'impatto della crisi a livello planetario nel 2007. Per l'Italia la riduzione sarà dello 0,2% all'1,8% rispetto al 2% indicato nell'ultimo Outlook di maggio, per l'Ue si rallenterà al 2,6% dal 2,7% mentre gli Usa si fermeranno a una crescita dell'1,9% dal 2,1% inizialmente previsto e in tutto il G7 sarà il 2,2% dal 2,3% di prima.


A rassicurare sulla crescita italiana è intervenuto da Strasburgo il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani: "Per ora - ha detto - non abbiamo ragioni di correggere le nostre stime".
Per l'Ocse comunque i rischi verso il basso "sono diventati più minacciosi in un contesto dove le condizioni dei mercati finanziari probabilmente rimarranno più difficili. In Usa poi "non è esclusa la possibilità di una recessione" ha detto senza mezzi termini l'esperto francese che ha anche sollevato la necessità di un 'lottà preventiva contro il verificarsi di queste crisi di origine speculativa.

 


Dichiarazioni che hanno fatto chiudere in profondo rosso le borse mondiali. L'indice Ftse a Londra ha terminato gli scambi in calo dell'1,66%, il Cac 40 di Parigi ha ceduto il 2,14% a quota 5,551 e il Dax 30 di Francoforte ha perso l'1,61% a 7.597 punti. Lo Smi a Zurigo ha lasciato sul terreno l'1,37% a quota 8.843 e il Mibtel ha archiviato la seduta con una perdita del 2,15% a 30.774 punti. A seduta ancora aperta il Dow Jones perde oltre l'1%. E a nulla è valso l'appello dell'Ocse alla Fed per ridurre i tassi di interesse di un quarto di punto già alla riunione del 18 settembre. Per la Bce, che domani riunirà il direttivo a Francoforte per decidere sulla politica monetaria, la ricetta è un'altra, attendere il ritorno alla calma e poi vedere, sempre tenendo conto delle pressioni inflazionistiche.


Gli analisti prevedono tassi stabili ma non escludono un 'segnale' sui tassi marginali, come già fatto dalla Fed. Sulla crisi dei mutui è intervenuto da Strasburgo il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joachin Almunia, ci sarà un impatto ma "la nostra economia è in buona posizione per superare le incertezze che sono state generate".










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