Pavia, 10 settembre 2007 - Una soluzione per i nomadi? Mille euro di incentivo ad ogni rom per farlo tornare in Romania. E' l'ultima iniziativa avviata dalle istituzioni a Pavia per risolvere l'emergenza provocata dalla distruzione (una decina di giorni fa) dell'ex area industriale Snia, dove per anni sono stati accampati decine e decine di immigrati.
Centodieci rom, compresi numerosi bambini, si sono ritrovati improvvisamente senza un tetto. Cosi' la Prefettura ha inizialmente pensato di destinarli nel comune di Torre d'Isola, in un poligono di tiro abbandonato. Ma l'immediata reazione del sindaco e dei residenti ha convinto le autorita' a destinare i rom in altri due comuni del pavese, Albuzzano e Pieve Porto Morone.
Anche li' le proteste dei residenti non si sono fatte attendere. Non sono mancati anche episodi di intolleranza, l'ultimo dei quali la scorsa notte a Pieve Porto Morone: un mattone e' stato lanciato contro il centro diocesano, dove erano ospitati i rom. Un vetro e' andato in frantumi, ma non ci sono stati feriti. Rifondazione Comunista (che nei giorni scorsi ha lasciato la maggioranza di centrosinistra del Comune di Pavia, criticando l'atteggiamento assunto dal sindaco diessino Piera Capitelli) ha duramente contestato quest'ultimo episodio.
Ora si propone l'iniziativa dell'incentivo di mille euro, per invitare una parte dei nomadi a tornare in Romania. ''Soldi - spiegano le istituzioni locali - che sono per buona parte assicurati dalla nuova proprieta' dell'ex area Snia''. Diversi nomadi hanno accettato la proposta e sono stati accompagnati dalle autorita' locali all'aeroporto per tornare in Romania. Ma una trentina restano ancora nel pavese.
Un reporter avrebbe girato un video di 20 minuti in cui compaiono ben sei creature fantastiche: "Nuotavano veloci come yacht e a volte scomparivano sotto la superficie"