Roma, 10 settembre 2007 - Giro di vite della Cassazione sulla microcriminalità che affligge le città. I minori che rubano nelle abitazioni o che scippano per strada possono essere sottoposti al carcere preventivo in attesa di giudizio. E' quanto affermato dalla Suprema Corte che ha accolto il ricorso della Procura di Roma presentato contro il provvedimento del Gip che non aveva convalidato l'arresto di una piccola Rom accusata di tentato furto con effrazione.
Con tale pronuncia, dunque, la posizione dei minori è stata equiparata a quella degli adulti che si macchiano di questo tipo di reato. Nelle motivazioni i giudici della IV Sezione penale danno conto di due orientamenti giurisprudenziali contrastanti e delle modifiche legislative introdotte con la legge 128 del 2001.
Ad ogni modo concludono per la linea dura, precisando che "vi è senza dubbio continuità normativa tra le gia dette fattispecie di furto aggravato in appartamento o con strappo e quelle introdotte dall'articolo 624 bis del Cpp. Infatti nuovi illeciti conservano la struttura delle vecchie fattispecie aggravate e vi apportano solo lievi variazioni lessicali. In definitiva - conclude il Collegio - la struttura e la lettera delle norme regolatrici del caso che ne occupa, impongono di ritenere che la misura della custodia cautelare sia applicabile ai minorenni chiamati a rispondere di tentato furto in abitazione con effrazione".
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