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CORO DI PROTESTE

Valentino torna in tv per Fastweb
con lo spot "dalle stelle alle stalle"

Il campione di motociclismo protagonista di una campagna provocatoria che allude ai suoi guai con il fisco. Il Codacons attacca: "E' un danno, dimostra che in Italia non e' molto sentita la cultura della protesta quando si tratta di fisco". Commenta la notizia

Valentino Rossi Roma, 11 settembre 2007 - Fastweb torna in televisione con Valentino Rossi con una campagna pubblicitaria provocatoria che si intitola «Dalle stelle alle stalle» per lanciare il messaggio che con Fastweb non ci sono momenti difficili.


Soprattutto quando, grazie al telefono di Fastweb, si hanno tutti gli amici vicini. Nel nuovo spot il pluricampione Valentino Rossi, dopo essere stato la stella del campionato mondiale di motociclismo, si ritrova in una vera e propria stalla. Valentino non si scoraggia, anzi ironizza perchè con il telefono di Fastweb ha tutti gli amici vicini e può parlare con loro quanto vuole, anche dalla stalla metaforica in cui è finito.

 

E persino qui, la sua celebrità lo insegue e la sua privacy è a rischio per colpa di un cavallo invadente. Fastweb è sempre con i suoi clienti e a conferma Valentino chiude lo spot ricordando «Fastweb. Non ti abbandona mai.» La campagna, ideata dall'agenzia Publicis Italia, oltre al soggetto «Dalle Stelle alle Stalle», comprende altri due spot («Piscina» e «Calcio»), in cui Valentino è alle prese con imprevedibili effetti del decoder interattivo della TV di FASTWEB. Gli spot saranno in onda sino al 22 settembre su SKY e sulle reti RAI, Mediaset e La7.

 

IL CODACONS: UN DANNO

Per Carlo Rienzi, presidente del Codacons, il fatto che Valentino Rossi sia tornato a fare il testimonial è sicuramente un danno, che oltretutto dimostra come in Italia ''non e' molto sentita la cultura della protesta quando si tratta di fisco. Gran parte degli italiani tenta di evaderlo e quelli che non possono farlo lo vorrebbero''.


E tanto piu' oggi, quando ''la pressione fiscale e' ancora piu' oppressiva. Insomma stiamo parlando di una regola generalizzabile eticamente poco sentita come condannabile''. Diverso sarebbe ''se si trattasse di altri reati come la pedofilia'', ma una cosa e' certa, conclude il presidente:''dovrebbero essere le aziende a sentire l'esigenza di scindere i contratti''.


Comunque per Rienzi il fatto che Fastweb utilizzi ancora il campione di Moto Gp non e' legato a un contratto blindato (''non ci sono contratti di questo tipo quando viene meno l'utilita' dello stesso''), ma forse perche' ''Rossi ha gia' percepito dei soldi e per ora non si puo' fare piu' marcia indietro''

 

 

FERRANTE: STUPEFATTO

 "Lascia stupefatti e sorpresi il nuovo spot di un'azienda telefonica con il suo testimonial Valentino Rossi'', dice Francesco Ferrante senatore della Margherita. ''Mi chiedo cosa farei se fossi nei panni di un alto dirigente della Gdf o del Ministero competente, nei confronti di un'azienda che decide di fare uno spot alludendo all'evasione fiscale, amplificando un tema delicato, che ha scosso l'opinione pubblica soprattutto in quest'ultimo periodo, e addirittura facendone un elemento di vanto''.


''Si puo' scherzare su diversi temi - aggiunge il senatore della Margherita - ma non sui soldi degli italiani che fanno sacrifici per pagare le imposte fino all'ultimo centesimo''. 

 

ANNAMARIA TESTA: CONTRATTO BLINDATO

 ''Sbagliato'' utilizzare un testimonial compromesso per i problemi di fisco come fa Fastweb. parola di Annamaria Testa, esperta di comunicazioni e autorevole pubblicitaria nonche' docente alla Bocconi.

Testa rileva come in Italia ''ormai l'evasione fiscale e' un peccato veniale. Siamo in un Paese in cui anche l'ex presidente del Consiglio Berlusconi giustificava questa pratica''. Ma il fatto che Fastweb riproponga un nuovo spot con il Vale nazionale potrebbe dipendere solo dal ''suo contratto che e' blindato. Non ci sono clausole che prevedano penali per una sua perdita di immagine e cosi' a Fastweb sono costretti a fare buon viso a cattivo gioco''.

 

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