Il presidente della Cei: "E' illusorio sperare in un improvviso quanto miracolistico rinsavimento", e per tornare a ragionare "come comunità di destini e di intenti", è importante anche il ruolo della religione
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CdV, 17 settembre 2007 - Il Paese sta attraversando una grave crisi morale in cui sono diffusi comportamenti criminali che non trovano soluzione ed è "illusorio sperare in un improvviso quanto miracolistico rinsavimento", c'è invece bisogno di "una ricentratura profonda dei singoli soggetti e degli organismi sociali, sul senso e sulla ragione dello stare insieme come comunità di destini e di intenti", in questo quadro è importante anche il ruolo della religione.
È questo l'allarme lanciato oggi pomeriggio da mons. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, nella prolusione con la quale ha aperto i lavori del Consiglio episcopale permanente. Bagnasco ha sottolineato come vi siano "comportamenti criminali che non riescono a trovare una soluzione", fra questi ha indicato "il dramma recente e crescente degli incendi boschivi, provocati dall'uomo che in quest'ultima estate hanno messo in ginocchio intere zone del Paese".
E proprio alla luce di fatti come questi, ha spiegato l'arcivescovo di Genova, "sembra che diventi sempre più friabile il vincolo sociale e si prosciughi quel tipo di solidarietà su cui una comunità strutturata deve fare affidamento se vuol essere un Paese non spaesato".
Tuttavia, ha detto Bagnasco, nonostante i fenomeni più deleteri enfatizzati dall'opinione pubblica, "la componente sana della società è ampiamente maggioritaria nel silenzio dignitoso e in spirito di sacrificio con ancoraggio nella fede cristiana"..
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