MILANO, 20 SETTEMBRE 2007 - E' sempre più supereuro. La moneta unica ha sfondato stamane il livello di 1,40 nei confronti del dollaro Usa fino a a 1,4065 dollari. Ieri l'euro aveva registrato un massimo a 1,3987 per poi chiudere a 1,3955 dollari
Una corsa al rialzo sulla scia delle speculazioni di mercato secondo cui il presidente della Fed, Ben Bernanke, riferirà oggi al Congresso che il rallentamento del settore immobiliare minetà la crescita dell'economia. Il presidente della banca centrale Usa testimonierà oggi alle 16 ora italiana a Washington davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti.
I mercati nel frattempo già prezzano un ulteriore taglio dei tassi da parte della Fed: i derivati scambiati a Chicago scontano l'80% delle probabilità di un'ulteriore riduzione dei tassi di 25 punti base il prossimo 31 ottobre, quando si riunirà nuovamente il braccio operativo della Fed. La forza dell'euro risiede dunque nella debolezza del dollaro che poche ore fa ha toccato il livello minimo degli ultimi 30 anni contro il dollaro canadese e quello delle ultime 6 settimane contro il dollaro australiano.
«Una cosa è sicuramente chiara, l'attuale impostazione della Fed non è amichevole nei confronti del dollaro», dice un operatore. Ad alimentare le perdite del dollaro sono anche le speculazioni rilanciate oggi dal 'Daily Telegraph' secondo cui l'Arabia Saudita sarebbe in procinto di abbandonare il 'pegging' della propria valuta al dollaro a causa dei rischi inflazionistici negli Usa.
A tal proposito il 'Telegraph' evidenzia come lo stato arabo non abbia abbassato il livello dei tassi di interesse locali per allinearsi alla decisione di martedì scorso della Fed, facendo di fatto già cadere l'ancoramento valutario. Gli operatori sono però scettici su un ulteriore peggioramento del dollaro nei confronti della moneta unica: «le vendite sul dollaro potrebbero essere limitate dagli acquisti degli investitori volte a proteggere il valore delle opzioni», evidenzia un operatore.
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