Yangon, 21 settembre 2007 - Sfidando la pioggia più di 1.500 monaci buddisti in abito arancione e piedi nudi sono in marcia nel centro di Yangon contro la giunta militare al potere, nel quarto giorno consecutivo di proteste nella capitale dell'ex Birmania. Altrettanti almeno sono i sostenitori, secondo i testimoni.
Il corteo, a cui assistono centinaia i curiosi che applaudono sui marciapiedi, è proseguito fino alle 16 locali (le 11.30 in Italia). I monaci si sono fermati davanti al muncipio di Yangon, mentre un centinaio di donne ha formato una catena umana di fronte ai bonzi che recitavano preghiere e promettevano "la pace e la sicurezza prevarrà" e "la popolazione no subirà del male".
Degli alti responsabili birmani si trovavano all'interno dell'edificio, mentre non erano visibili forze di sicurezza attorno alla piazza. Sono infatti numerosi gli agenti in borghese mischiati alla folla. I monaci hanno poi ripreso la marcia. Le manifestazioni dei monaci hanno di fatto rilanciato il movimento di protesta nato alla metà di agosto contro il carovita imposto dalla giunta militare al governo a Myanmar.
Questa mattina i monaci, arrivati dai monasteri attorno a Yangon, si erano radunati di fronte alla pagoda di Mei Lamu, alla periferia della capitale, dove hanno recitato sermoni e hanno pregato per circa 15 minuti. Poi circa 500 monaci si sono diretti nel centro della città.
Mel Fyfe, donna forzuta del Circo Oz di Melbourne, tiene in braccio sorridendo five membri della troupe durante una promozione del circo a Hong Kong