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VOLI BLU

Riccardo Capecchi: il primo a pagare dazio, ma per sua iniziativa

E' stato l'unico a dimettersi dopo il passaggio del ministro Mastella sul volo per il Gp di Monza. Nel frattempo la Casta continua a dormire, e Grillo si lascia trascinare dalla forza delle volgarità, lasciando indietro quella delle idee nuove Il tuo commento

Riccardo Capecchi su dagospia  Segnatevi questo nome: Riccardo Capecchi, 42 anni, dirigente delle Poste in aspettativa, stretto collaboratore del presidente del consiglio Romano Prodi e del sottosegretario Enrico Letta, ex capo Scout. Un giorno sentiremo di nuovo parlare di lui e, pensiamo, sarà un bene per lui e per noi.

 


Cos’ha fatto questo sconosciuto signor Capecchi per meritarsi l’attenzione dei nostri lettori? Una cosa clamorosa che nessuno da noi fa: ha dato le dimissioni. Ha dato le dimissioni dal suo posticino (o "posticione" chissà) di Palazzo Chigi e se n’è tornato a casa.

 

Perché tutto questo? Forse lo sapete già ma vale la pena ricordarlo: era uno dei famosi passeggeri, al ritorno, del volo di Stato Salerno Roma Milano (un’allegra combriccola diretta al Gran Premio di Monza di Formula 1) che non ha avuto la pazienza di aspettare un regolare volo dell’Alitalia da Linate, munito com’era di regolare biglietto. Per rientrare nella capitale ha approfittato di un passaggio della premiata ditta Rutelli-Mastella (il primo autorizzato al volo, il secondo imbucato col figlio).

Scoperta la birichinata, pubblicate le sue foto mentre si imbarcava sull’aereo più discusso d’Italia, ha trovato la forza di dare le dimissioni, e rinunciare ad un bel po’ di privilegi.

 


Se vi siete segnati il nome ora potete segnarvi anche alcune frasi sue: "Ho sbagliato, ho pagato. Nessuno mi ha chiesto di andarmene, anzi. E’stata una scelta individuale che ho preso da solo con la mia coscienza". Ed ancora: "Sono rimasto fedele ai valori dello scoutismo da qui le dimissioni irrevocabili".

L’ultima: "Viviamo in un paese in cui si tendono agguati alle istituzioni, dove i fotografi si appostano per mettere nei guai le autorità. Non sono segnali che fanno ben sperare per il futuro".

 


Da tutto questo si può trarre alcune considerazioni.


1) che il signor Capecchi è forse la prima vittima (seppur volontaria e consapevole) di quel movimento chiamato "grillismo" che da un po’ chiede la massima trasparenza nel comportamento di chi ha per le mani le cose della Repubblica e che dalla protesta in piazza Maggiore a Bologna in poi sta montando sempre di più.

Ricordate il Mario Chiesa di Tangentopoli, quello che involontariamente dette il via alla distruzione della prima Repubblica? Ecco, Capecchi potrebbe essere il simbolo (involontario) di questa nuova ondata di protesta.

2) Grillismo o non grillismo, il signor Capecchi (che speriamo di ritrovare presto da qualche parte) stando a questo episodio ha dimostrato di avere un’etica, un senso di responsabilità di molto superiore a tutti quelli che gli hanno dato un passaggio. A cominciare dal ministro della giustizia Mastella.


3) Il ministro Mastella, che invece di chiedere scusa agli italiani per quel volo a sbafo in compagnia del figlio, alza la voce e minaccia di mettere in crisi il governo Prodi, evidentemente non è mai stato scout e non sa niente di scoutismo.


4) Un appunto anche a chi fa questo mestiere di cronisti: è mai possibile che non si sia ancora riusciti a trovare (o forse ci è sfuggito il particolare) il piano di volo e l’elenco dei passeggeri di quell’infausto (almeno per qualcuno) volo blu diventato simbolo del menefreghismo di chi ci governa? Per sapere chi c’era, chi ci doveva essere e chi non ci doveva essere? Non ci resta che aspettare fiduciosi Dagospia.

 

5) La Casta, la vituperata casta presa di mira da fior di giornalisti (Rizzo-Stella) e comici (comici?) come Grillo ha ancora una volta fatto finta di niente. La terra ha cominciato a tremare sotto i loro piedi e loro continuano ad ignorare il problema.

Chiedono a Capecchi di restare al suo posto (avete presente quell’"anzi" della sua dichiarazione?) si spaccano sul problema Rai, non danno risposte sul problema sicurezza, non raccolgono le istanze che provengono da più parti, discutono sul Pd, discutono sulla leadership di destra e sinistra e non si accorgono che con internet e chi la sa usare è tutto in movimento. Non gliene frega niente e vanno per la loro abituale e rassicurante strada lastricata di euro. L’iceberg fatale è vicino e loro continuano a ballare.

 

 

6) La Casta sbaglia a non preoccuparsi del "grillismo" e se ne renderà conto presto se continua così. Però una parolina va detta anche al Grillo parlante e all’apparenza vincente. Il modo di pensare di un Paese non si cambia distribuendo dosi massicce di Valium e usando come una clava l’Alzheimer. Le ingiurie e le volgarità gratuite non pagano, la forza delle idee nuove sì.

 

7) E per finire un invito a tutti i paparazzi del mondo non solo italico. Non date retta a quello che dice Capecchi (vedi all’inizio). Anzi scatenatevi. Lasciate perdere per le vostre gloriose paparazzate veline e velone, calciatori e show girl piccole piccole, attrici in disuso in cerca di rilancio e anziani tromboni che non vogliono abdicare.

Il futuro (vostro e del lettore) è nella politica. Lasciate perdere quelli che non contano e raccontateci per immagini (speriamo sempre integerrime) la vita di quelli che ogni giorno prendono decisioni (poche per la verità) per conto nostro. Sarà un bel vedere. Ci sarà da divertirsi.

di Sandro Bugialli

 

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