Roma, 22 settembre 2007 - In arrivo una stangata sulle bollette di luce e gas. In seguito ai rialzi del prezzo del petrolio Nomisma energia prevede un incremento dal primo ottobre dell'1,6% per la bolletta della luce e del 2,3% per quella del gas. Con una ricaduta che per le famiglie si tradurrà in 7 euro di più l'anno per la luce e 22 euro in più l'anno per il gas.
Più pessimista Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori, "se le percentuali di incremento saranno l'1,6% e il 2,3%, le ricadute sulle famiglie saranno ancora maggiori, circa 10 euro per la luce e 25 euro per il gas". Secondo i calcoli dell'Osservatorio di Federconsumatori, "siccome il costo medio per la luce per una famiglia media italiana è di una cifra che si aggira attorno ai 400 euro annui, l'aumento sarà di 9 o 10 euro. Mentre con un incremento del 2,3% per quanto riguarda il gas, poiché il costo medio per una famiglia è attorno ai 1050 euro annui, l'incremento sarà di 25 euro". Ciò significa che occorre accelerare - sottolinea quindi Trefiletti - i processi di costruzione dei rigassificatori, accelerare gli investimenti in energie alternative e favorire l'entrata di nuovi operatori sul mercato che è assai poco dinamico in tema di competitività".
Ma di energia oggi si è parlato anche a Venezia alla terza conferenza mondiale 'The future of science', in corso all'Isola di San Giorgio. Con la proposta, avanzata oggi dal presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera, e condivisa nella sostanza dal ministro degli Interni Giuliano Amato della creazione di Una sorta di Wto che, a livello internazionale, abbia poteri di intervento in materia di energia e di ambiente. "Il Wto regola il commercio a livello mondiale - ha detto Tronchetti - ma i temi dell'energia e dell'ambiente non sono meno importanti di quello del commercio. Credo si debba riuscire ad avere un punto di riferimento a livello internazionale che raccolga le indicazioni dei dati oggettivi provenienti dal mondo della scienza per portare ad uno sviluppo equilibrato delle risorse disponibili".
Tronchetti ha voluto poi precisare che questo 'organismo' dovrebbe "avere anche dei poteri di intervento come li ha il Wto, altrimenti resterebbe una cosa vuota". Amato ha raccolto l'idea spiegando che si potrebbe davvero "pensare ad una agenzia regolatrice per l'energia che proponga soluzioni globali, con poteri limitati per promuovere azioni di coordinamento in materia di energia e di ambiente. Si tratta certo di un primo passo - ha aggiunto il ministro - ma essenziale per fare qualcosa per il nostro futuro".
Amato ha spiegato che in Europa ancora in molti settori "il coordinamento è insufficiente" anche perchè ogni Paese membro "è ancora molto geloso delle proprie responsabilità nazionali. A un problema come quello energetico e ambientale - ha proseguito Amato - servono però un approccio globale: al momento però niente nel mondo, non solo in Europa, corrisponde al bisogno di azioni coordinate che noi percepiamo. Tanto più tempo passerà prima di avere questo coordinamento globale, tanto più in seguito avremo bisogno di azioni coordinate e rapide" per potere ridurre le emissioni, "spingere gli Usa e i Paesi in via di sviluppo a ridurre le proprie emissioni".
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