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LE SPINE DEL GOVERNO

Prodi: "Nessun rimpasto"
Nuovo scontro sul caso Visco

Da New York il presidente del Consiglio smentisce le voci di ricambio nell'esecutivo. Lunga e sofferta Conferenza dei Capigruoppo del Senato che calendarizza per il 3 ottobre il secondo tempo del match sul caso Visco-Guardia di Finanza

Romano Prodi New York, 25 settembre 2007 - "Sento che il rimpasto è diventato il tormentone della giornata, d'altra parte ogni giorno ci vuole una parola d'ordine nel dibattito politico. Io devo semplicemente dire che non ho alcuna intenzione di fare alcun rimpasto, e basta, non c'è nulla da aggiungere". Lo ha detto il presidente del Consiglio Romano Prodi rispondendo alle domande dei giornalisti a New York.


A chi dice che la scansione sarà quella di approvare la legge finanziaria, quindi la legge elettorale e poi il rimpasto, Prodi risponde ironico: "Legge elettorale, elezioni e un nuovo governo. Mi sembra la scansione giusta, basta aggiungerci la parola elezioni".


"Poi se le circostanze cambiano - aggiunge in tono più serio - si fa tutto al mondo. Io debbo ragionare su come stanno le cose e dire alla stampa quello che ho in mente e che sto facendo. In questo non c'è il rimpasto". Prodi parlerà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nella notte italiana.

 

IL CASO VISCO

Lunga e sofferta Conferenza dei Capigruoppo del Senato, quasi due ore, che alla fine all'unanimità
calendarizza per il 3 ottobre il secondo tempo del match sul caso Visco-Guardia di Finanza. Il dibattito verterà sulla mozione sul caso Visco, presentata dalla Cdl, con la quale viene chiesto il ritiro di tutte le deleghe al viceministro dell'Economia. 

 

Sul terreno di gioco la maggioranza, tuttavia, si spacca perchè il gruppo dell'IDV, in linea con quanto annunciato dal leader dell'Italia dei Valori, sostiene la richiesta della CDL del dibattito in aula sulla vicenda. La "fuga" dell'IDV ha imposto alla maggioranza di votare a favore della proposta dell'opposizione e così la Conferenza dei Capigruppo si è conclusa con un voto all'unanimità.

 

Inizialmente la mozione era appoggiata dalla Cdl e dall'Italia dei valori, ma alla fine sulla necessità di calendarizzarla si è deciso all'unanimità. "Noi siamo stati sempre fortemente critici - ha spiegato il presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani- nei confronti del viceministro Visco. Riteniamo che l'archiviazione costituisca un'implicita condanna politico-amministrativa perchè gli stessi pm non hanno rilevato elementi di oggettività penale ma hanno riscontrato dei momenti di illiceità amministrativa".

 

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