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AGGHIACCIANTE RIVELAZIONE

Spazio, lanci falliti prima di Gagarin
Captati rantoli di astronauta morente

Lo rivelano a Focus i fratelli Achille e Giambattista Judica Cordiglia, che a Torino approntarono una stazione di radio-ascolto spaziale: nel '60 captarono l'appello "Sos a tutto il mondo", nel '61 il rantolo e il battito cardiaco di un cosmonauta. Commenta

Yuri gagarin Roma, 26 settembre 2007 - Il cosmonauta sovietico Jurij Gagarin potrebbe non essere stato il primo uomo a compiere un volo nello spazio, ma forse solo il primo a tornare vivo a Terra da una missione Urss. Il suo primato, insomma, potrebbe essere una versione ufficiale «di comodo» che nasconde una verità molto diversa.

Così, proprio mentre si celebrano i cinquant'anni dal lancio del primo satellite artificiale, lo Sputnik 1, «Focus Storia» rivela, nel numero domani in edicola, una inquietante verità che getta nuova luce sulla storia dell'esplorazione umana dello spazio.


Ad avanzare il sospetto che l'ex-Urss abbia tenuto nascoste alcune tragiche missioni spaziali ben prima dell'impresa di Gagarin dell'aprile 1961, sono i fratelli Achille e Giambattista Judica Cordiglia, che in quegli anni misero in piedi a Torino una stazione di radio-ascolto spaziale e captarono tutte le trasmissioni radio provenienti dallo spazio, comprese quelle legate alle missioni «non ufficiali», divenendo di fatto, in quegli anni, unica fonte di informazione per i media italiani.


«La prima missione è del 28 novembre 1960», afferma al bimestrale diretto da Sandro Boeri, Giambattista Judica Cordiglia. Il messaggio captato in codice Morse era un appello agghiacciante: «Sos a tutto il mondo» ripetuto in modo ossessivo.

«Il segnale proveniva da un punto fisso del cielo e diventava sempre più debole. Alla fine ci convincemmo che una navicella spaziale si stava perdendo nello spazio con il suo occupante».

 

Ma non è tutto. «Un secondo volo -prosegue Judica Cordiglia- lo rilevammo il 2 febbraio del 1961: nella registrazione si coglie distintamente il rantolo di un cosmonauta morente e il suo battito cardiaco. Due giorni dopo dall'Urss giunse l'annuncio del lancio dello Sputnik 7, un veicolo da 6,5 tonnellate: praticamente le stesse caratteristiche di una navicella Vostok, come quella che userà Gagarin».


«Insieme al lancio, - dice ancora - Mosca ne comunicò anche la disintegrazione al rientro sulla terra. Nessun cenno al destino del cosmonauta che avevamo captato, ma Achille Mario Dogliotti, uno dei maggiori cardiochirurghi italiani, studiò le nostre registrazioni e confermò che si trattava di un battito cardiaco umano».


In quegli anni il regime sovietico manteneva uno stretto riserbo sulle proprie missioni spaziali, ma neppure successivamente, in tempi di glasnost, è emerso un solo documento a conferma delle ipotesi dei fratelli Judica Cordiglia, le cui teorie all'epoca ottennero un certo credito anche da parte della Bbc, anche se negli anni successivi sono state messe in discussione dagli storici dell'astronautica.

  • 26/09/2007 18:39

    Cosa c'è da commentare? Questa semplicemente non è una notizia. Di questa storia si è parlato a lungo in quel periodo e negli anni seguenti; perfino esperti occidentali posero seri dubbi sull'ipotesi che quelle trasmissioni provenissero fuori dell'atmosfera terrestre. E l'articolo di Focus nulla aggiunge a quanto già detto.
  • 27/09/2007 10:13

    e che è...uno sguub?: un paio d'anni fa uno dei fratelli fu già ospite del programma rai "enigma" dove, tra l'altro si mandò in onda un terribile contributo audio di una cosmonauta russa che chiedeva aiuto prima (si presume) di soccombere tra le fiamme.
  • 27/09/2007 15:14

    Sì anche io sapevo tutte e tre le circostanze, poveretta bruciata, morto soffocato e perso nello spazio. Sono assolutamente sicuro che poveracci (e valorosi comunque) vennero mandati a morire per prova, purtroppo è la storia della scienza. Gli americani è facile che siano stati più abili nel nascondere i cadaveri. Durante gli esperimenti nucleari che seguirono la 2a guerra mondiale, gli americani mandarono intere portaerei con uomini a bordo sul luogo delle esplosioni con uomini a bordo. In TV facevano chiamaramente vedere come questi disgraziati, inconsapevoli del pericolo che correvano, giocavano con il contatore geiger, ridendo quando, avvicinatolo ai loro corpi, andava fuori scala. Sono tutti morti di cancro in maniera orribile. E' ben poca cosa rispetto a 3 cosmonauti.
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