Roma, 27 settembre 2007 - Conto alla rovescia per il varo della Finanziaria 2008. Domani pomeriggio alle 16 la manovra approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri, ma i tecnici sono ancora al lavoro per mettere a punto un testo che tenga conto delle richieste della sinistra radicale dopo lo strappo al vertice di ieri. Secondo quanto si apprende, la mediazione con il governo avrebbe portato alla decisione di stanziare un miliardo in più (spostando l'entità della manovra più verso gli 11 miliardi) per assecondare le esigenze dei partiti della sinistra dell'Unione (dagli incapienti, all'ambiente, alla famiglia). Le risorse potrebbero venire direttamente dall'extragettito fiscale. Oggi, infatti, il governo attraverso un emendamento al ddl di assestamento di bilancio ha certificato l'esistenza di 900 milioni di euro in più di maggiori entrate fiscali. Intanto sembra confermato il taglio Ici sulla prima casa già dal 2007 e gli sgravi Ires e Irap per le imprese.
Tuttavia i testi della Finanziaria e del decreto non sono stati ancora predisposti. Al Tesoro e alla Ragioneria continueranno a lavorare anche questa notte e tutto domani. Gli uffici sono stati allertati anche per il weekend. Non è certo infatti che la manovra (il ddl e il decreto) venga approvata domani, il via libera, se non si troverà la quadra nella riunione fiume di domani, potrebbe anche slittare a sabato mattina in una seconda 'tranche' del Consiglio dei ministri.
Sembra invece probabile che slitti il varo dei disegni di legge collegati: uno che contiene il Protocollo sul welfare e l'altro con gli sconti fiscali Ires e Irap per le imprese. Fonti governative fanno notare che i collegati alla manovra non devono essere approvati necessariamente entro il 30 settembre come la Finanziaria e che la Conferenza dei Capigruppo della Camera oggi ha programmato per novembre l'esame di eventuali disegni di legge collegati alla manovra di finanza pubblica. Ci sarebbe, quindi, tutto il tempo per il varo in Cdm nei prossimi mesi.
Ma, secondo fonti parlamentari, la decisione di rinviare il 'nodo welfare' sarebbe un modo per venire incontro alle richieste della 'Cosa rossa' dopo il 'no' del premier Romano Prodi all'omogeneizzazione delle rendite finanziarie già da questa Finanziaria. Il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha però confermato che domani la "manovra sarà approvata in tutti i suoi elementi".
Entrando nel dettaglio degli sconti fiscali alle imprese, si prevede un calo dell'Ires di cinque punti, dal 33 al 28%, mentre l'Irap scenderà sotto la soglia del 4%, passando al 3,9 dal 4,25 per cento. La riduzione a costo zero per le finanze pubbliche e le misure confluiranno in un collegato di sessione. Il taglio Ires e Irap non avverà con lo scambio con gli incentivi alle imprese, ma si lavorerà sull'allargamento della base imponibile. Un apprezzamento per questi interventi è arrivato oggi dalla Confindustria che si attende effetti "positivi" dalle misure.
Quanto all'Ici, gli sgravi saranno operativi già da dicembre di quest'anno con riferimento ai redditi 2007. Gli sconti fiscali dovrebbero infatti essere inseriti nel decreto legge che accompagna la Finanziaria e saranno operativi già dal versamento di dicembre 2007. In Finanziaria invece sarà introdotta la proroga per il 2008.
Ultime ore di lavoro per Romano Prodi, alla ricerca di una sintesi sulla Finanziaria, dopo il vertice di ieri sera che ha visto la sinistra criticare dalle fondamenta la manovra. Stamane il premier, accompagnato dal ministro dell'Economia, ha illustrato la legge di bilancio al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Poi è tornato a palazzo Chigi per un pranzo con Padoa-Schioppa, il viceministro Visco, il Ragioniere generale dello Stato, Canzio. La giornata dovrebbe proseguire con contatti tra il premier, i ministri e gli alleati di governo, ma non è previsto nessun nuovo vertice, anche se la sinistra chiede di essere ricevuta.
Intanto la Camera ha calendarizzato l'approdo del testo in aula per il 19 novembre. Ad escludere un vertice, anche il segretario Ds, Piero Fassino, che ha sottolineato come spetti a Prodi fare sintesi tra le diverse istanze giunte dall'Unione. Fassino ha anche ribadito il no alla tassa sulle rendite ora (su cui Prc insiste) e il sì all'inserimento del pacchetto welfare nella manovra.
Intanto la sinistra, dopo la levata di scudi di ieri sera, si è riunita e i quattro leader, Giordano, Mussi, Diliberto e Pecoraro Scanio, hanno chiesto al premier un nuovo incontro per discutere insieme "del mutamento della Finanziaria". La sinistra ha chiesto al governo di accogliere "in tutto o in parte" le sue proposte. E Fabio Mussi indica nel Consiglio dei ministri di domani il tavolo su cui si giocherà la partita finale della finanziaria, ma non tralascia di ricordare che poi il testo passa al vaglio delle Camere, che "sono sovrane". Ma dall'Udeur giunge un altolà: "Non è accettabile che qualche ministro si astenga o esca in Cdm perchè al Senato non ci sono i numeri: se venerdì non dovesse esserci unanimità dovremmo invitare Prodi a prendere atto che non c'è la maggioranza".
Ma si registra anche il cauto ottimismo di esponenti del Pd. Il vicepremier Rutelli si dice "molto fiducioso" ed ha sottolineato gli aspetti positivi della finanziaria. E il sottosegretario alla presidenza, Letta ha assicurato di essere ottimista sulla coesione della maggioranza. Dalla Cdl, Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, afferma che "La Finanziaria è la legge che fissa gli obiettivi della nostra economia per il prossimo anno. È la legge più importante. Ma il centrosinistra vi arriva diviso, lacerato, allo sbando totale. Come si può andare avanti così?".
Mentre il leader Udc Casini chiede al governo di "dimettersi al più presto. Prima stacca la spina, meglio è". A maggioranza ed opposizione si rivolge il presidente del Senato Franco Marini, per il quale per superare questo scoglio serve "recupero forte della coesione della maggioranza e dialogo costruttivo con l'opposizione".
Ucciso giornalista giapponese: la notizia è stata data via mail da un cooperante italiano. Si fa sempre più dura la morsa della giunta militare birmana sui bonzi. Intanto all'Onu si parla e basta: il Consiglio di Sicurezza ha solo espresso 'preoccupazione' . Commenta