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INFERNO AFGHANISTAN

Il padre del militare in coma attacca:
"Prodi e Berlusconi sono assassini"

Parla Mario D'Auria, il padre del funzionario del Sismi rimasto gravemente ferito sabato scorso durante il blitz che ha portato alla sua liberazione: "Mio figlio ormai è morto in Afghanistan, lì c'è la guerra. Avrei delle denunce da fare, con una scritta: 'Tutti assassini, Prodi e Berlusconi'". Commenta

Giovanni D'Auria, ferito in Afghanistan Roma, 27 settembre 2007 - Un duro sfogo, di chi ormai ha perso la speranza. Mario D'Auria, il padre del funzionario del Sismi che vive grazie a un respiratore dopo essere rimasto ferito nel blitz che lunedì mattina ha messo fine al suo sequestro in Afghanistan, ha attaccato senza mezzi termini le istituzioni in un'intervista rilasciata a SkyTg24. "Avrei delle denunce da fare, con una scritta: 'Tutti assassini, Prodi e Berlusconi'", ha detto il genitore, "Per questo non sono andato a Roma, se no lì mi arrestano. Anche se sono venuti a prendermi per portarmici".

 

Lorenzo D'Auria - rapito sabato insieme a un altro funzionario italiano, che ha riportato ferite più lievi - è arrivato ieri sera a Roma ed è stato trasferito all'ospedale militare del Celio, dove lo hanno raggiunto la moglie e i tre figli. Oggi ha ricevuto la visita del ministro della Difesa, Arturo Parisi. "Mio figlio ormai è morto in Afghanistan, lì c'è la guerra", ha aggiunto pieno di amarezza Mario D'Auria, "Non c'è speranza. Sono esperto, ho fatto il militare anch'io e so che con dei colpi così non si sopravvive".

 

"Mio figlio è un ragazzo, perchè con tanti generali hanno mandato lui?", ha proseguito il padre, "Lui l'ha scelta quella vita a 17 anni, ma io sono sempre stato contrario anche se non glielo ho mai mostrato. Come si fa a mandare un ragazzo così alla frontiera dove vendono le armi?".

 

Mario D'Auria ha spiegato che con il figlio non parlava spesso e che , come membro dei servizi segreti, manteneva il massimo riserbo sulla sua attività. "Non sappiamo neanche cosa facevano, lui era" scrupoloso nel rispetto del "senso del dovere, non diceva niente nemmeno agli amici più cari", ha ricordato il genitore nell'intervista a SkyTg24, "Lo sentivamo poco, era in contatto con la moglie".

 

Poi un altro sfogo sulla pericolosità della missione: "Lui è andato lì a fare quelle incursioni alla frontiera per scoprire se le armi passavano di là per far contento Bush, che commercia le armi". Mario D'Auria si è mostrato molto realista sulla versione ufficiale del blitz, che sostiene che suo figlio sia stato colpito dai sequestratori e non dal fuoco amico. "Chi lo sa?", ha spiegato, "Sappiamo quello che dice la stampa, sappiamo come vanno queste cose. Quando si saprà? Mai...".

 

Poi ha rivelato un episodio sullo stato d'animo del figlio in occasione della sua ultima visita a casa. "Ultimamente lui quando è venuto ci ha dimostrato di non voler andare", ha raccontato il signor D'Auria, "Era triste, per quindici giorni non ci siamo rivolti la parola. O ha avuto delle minacce prima, oppure sapeva il posto in cui andava. Lui però rispettava gli ordini e gli è toccato ritornare" in Afghanistan.

 

Lorenzo D'Auria è padre di tre bambini, rispettivamente di due anni, un anno e due mesi. L'ultima volta era tornato a casa proprio per assistere alla nascita del terzogenito, perchè, ha sottolineato il padre, "gli avevano dato un permesso". Tra qualche giorni avrebbe concluso la sua missione. "Completava il ciclo proprio in questi giorni, domenica doveva venire a casa perchè finiva il ciclo dei sei mesi", ha concluso il genitore.

 

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