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MALASANITA' A BOLOGNA

Tac scambiate: tolgono un rene sano
Una donna muore dopo l'operazione

La paziente 54enne è stata sottoposta a un intervento di asportazione di un rene durante il quale le erano state attribuite le immagini radiologiche di un'altra paziente con lo stesso cognome. L'azienda ospedaliera parla di "drammatico errore". Il ministro Turco invia due esperti per le indagini

Esami medici Bologna, 27 settembre 2007 - Una donna bolognese di 54 anni e' morta oggi al policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna dopo che, due giorni fa, era stata sottoposta ad un intervento di asportazione di un rene durante il quale alla paziente erano state attribuite per errore le immagini radiologiche digitali di un'altra paziente, con la stesso cognome, sottoposta al medesimo esame (Uro-Tac).

 

A dare la notizia un comunicato dell'Ufficio stampa dell' azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna. L'azienda ha segnalato il fatto alla Procura che ha gia' aperto un fascicolo, affidato al Pm di turno Francesco Caleca. Nel comunicato, in cui si parla di ''drammatico errore'', la Direzione aziendale esprime ''profondo rincrescimento per quanto e' accaduto'' e ''rinnova ai familiari della signora il proprio cordoglio per il dolore che li ha colpiti''.

 

Secondo la ricostruzione fatta nel comunicato ''il chirurgo, quando l'intervento era gia' in fase avanzata e non piu' reversibile, ha rilevato una forte discrepanza con l'immagine ed il referto radiologico, sulla base del quale era stata formulata l'indicazione all'intervento. L'intervento e' stato portato a termine. La paziente stessa ed i suoi familiari erano stati informati dai professionisti su quanto accaduto. Improvvisamente questa mattina la paziente e' deceduta''.

 

L'Azienda, oltre a segnalare il fatto alla Procura (''con la quale collabora per l'espletamento delle indagini''), ha contestualmente avviato ''un'indagine interna per una puntuale ricostruzione dei fatti, per l'individuazione delle responsabilita' e per l'attivazione dei conseguenti provvedimenti disciplinari''. La Direzione aziendale sta valutando ''l'opportunita' di assumere provvedimenti cautelativi urgenti''. E' stato espresso anche l'impegno ''di revisionare il sistema e le procedure che gestiscono le immagini radiologiche digitali ponendosi l'obiettivo di ridurre ulteriormente il rischio di errori umani, cio' al fine di prevenire il ripetersi di tali drammatici errori''.

 

''Una tragedia di gravita' inusitata, che non si sarebbe mai dovuta verificare''. L' assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia- Romagna, Giovanni Bissoni, ha definito cosi' il caso della signora di 54 morta all'Ospedale S.Orsola-Malpighi di Bologna dopo un intervento basato su esami fatti ad un'altra donna. La Regione ha gia' istituito una Commissione di indagine e informato il ministro Livia Turco.

 

''In attesa di una dettagliata relazione da parte della direzione generale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria - ha spiegato Bissoni - ho sollecitato la stessa Azienda a valutare con attenzione l'esistenza di condizioni per provvedimenti urgenti. La Regione, da parte sua, ha gia' istituito una Commissione d'indagine con un ampio mandato per procedere in tempi strettissimi ad una ricostruzione puntuale dei fatti, ad un accertamento di tutte le responsabilita' organizzative e professionali, e per evitare che fatti di questo tipo abbiano a ripetersi''.

 

''Ci poniamo, come sempre - ha aggiunto ancora l'assessore - a completa disposizione della Magistratura, che e' gia' stata informata dall'Azienda Ospedaliera-Universitaria''. Bissoni ha rivolto ai familiari della signora ''il piu' profondo cordoglio e un sentimento di grande costernazione per quanto e' purtroppo accaduto''.

 

Il ministro della Salute Livia Turco, ha disposto l'invio di due esperti del Ministero per coadiuvare il lavoro della Commissione d'indagine istituita dall' assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia- Romagna, Giovanni Bissoni, per il caso della signora di 54 morta all'Ospedale S.Orsola-Malpighi di Bologna dopo un intervento basato su esami fatti ad un'altra donna.










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