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Cronaca

ASILO DI RIGNANO

La testimonianza di un bimbo:
"A scuola facevamo giochi brutti"

Sarebbe questo uno dei passaggi della deposizione di un bimbo di Rignano Flaminio che sarebbe stato vittima di abusi e violenze sessuali. La sua testimonianza viene raccolta da un perito nominato dal Gip del Tribunale di Tivoli. Gli indagati sono quattro maestre, il marito di una di loro e un benzinaio immigrato

Rignano: uno spezzone da canale 5 Tivoli, 2 ottobre 2007 - "Le bidelle mi menavano e i maschi venivano fatti salire sulle femmine". È questo uno dei passaggi della deposizione di un bimbo di Rignano Flaminio che sarebbe stato vittima di abusi e violenze sessuali. La sua testimonianza viene raccolta da un perito nominato dal Gip del Tribunale di Tivoli. Nell'udienza di oggi il piccolo, sollecitato dalle domande ed in una stanza attigua a quella dove sono presenti i legali ed i rappresentanti dell'accusa, racconta quel che sarebbe avvenuto principalmente "nei bagni della scuola" 'Olga Rovere'.

 

"La maestra Marisa faceva giochi brutti, a scuola era cattiva e brutta - avrebbe proseguito il bimbo, di cinque anni e mezzo - giochi brutti come quello del pisello e della puntura". Alla richiesta di spiegazioni dei difensori degli indagati il piccolo dopo aver sentito la domanda postagli dalla psicologa Angela Gigante, ha detto: "Il gioco del pisello e delle punture lo facevo anche con le bidelle e con i pantaloni tirati su". Questa circostanza sarebbe in contrapposizione, secondo alcuni difensori, con quanto lo stesso bambino ha riferito nel corso della perizia, in base agli atti depositati nei giorni scorsi.

 

Sempre a parere di alcuni avvocati anche il fatto di sovrapporre il nome di Patrizia (che è una maestra) al ruolo di una bidella fa pensare ad un "ricordo posticcio". Molte perplessità desterebbe anche l'identificazione del benzinaio dello Sri Lanka, anche lui coinvolto nell'inchiesta, con il nome di Maurizio. Poco prima delle 13 i lavori sono stati sospesi per permettere una pausa al bambino che comunque, secondo i legali di parte civile, non apparirebbe troppo provato dal racconto.

 

Una "testimonianza chiara" resa in un "clima sereno". "Il bambino è stato lucido fino al termine dell'esame ed ha chiaramente identificato almeno quattro indagati". Hanno detto così gli avvocati di parte civile, Franco Merlino ed Antonio Cardamone, al termine dell'udienza al Tribunale di Tivoli, svoltasi in incidente probatorio, ed in cui è stata raccolta la testimonianza di un bimbo che sarebbe stato vittima di abusi e violenze sessuali alla scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio.

 

Gli avvocati hanno spiegato che il piccolo, di cinque anni e mezzo, è riuscito a districarsi anche di fronte alle domande della difesa che cercavano di metterlo in contraddizione. "Ha saputo distinguere Patrizia - ha detto l'avvocato Merlino - dalla madre di una sua amichetta che si chiama Patricia". La "prontezza" del bimbo sarebbe testimoniata anche dal fatto che alla promessa che una domanda fosse l'ultima, quando questa è stata seguita da un ulteriore interrogativo, lo stesso ha ribadito: "Ma non avevi detto che era finita?".

 

"Ritengo che oggi sia stato inferto un colpo ferale all'impianto accusatorio. Il bimbo sentito stamane ha denunciato disagio". Ha detto così l'avvocato Giosué Bruno Naso, difensore di una delle maestre indagate, nell'inchiesta su una presunta organizzazione di pedofili a Rignano Flaminio. "Il bimbo ha parlato in modo generico di giochi cattivi come quello della puntura sul pisellino - ha proseguito il penalista - od altri ma non ha saputo spiegare in cosa consistessero questi giochi e quali effetti gli abbiano provocato".

 

A parere dell'avvocato il bimbo di oggi avrebbe fatto "più volte confusione" sul ruolo e sui nomi di alcuni degli indagati. Rispondendo a una domanda dei cronisti il legale ha aggiunto: "Non ho colto un vissuto diretto nelle parole del piccolo. Inoltre il modo in cui gli venivano poste le domande, dalla neuropsichiatra perita del Gip, era teso a collegare fatti e circostanze fra loro slegati". Il riferimento fatto dall'avvocato Naso è riguardo al dato che "molti bambini hanno esperienza, contezza, di cosa sia una puntura ma non si può collegare ciò al fatto che queste iniezioni sarebbero state praticate all'interno di giochi di natura sessuale di cui il piccolo chiaramente non parla", ha detto il penalista. "Nella fase dell'incidente probatorio - ha continuato Naso - si raccolgono le prove ma non significa che tutte queste siano attendibili allo stesso livello".

 

"Alla luce di questi incidenti probatori non si può dire altro che spetta alla Magistratura assumere provvedimenti di rigore nei confronti degli indagati". Ha detto così l'avvocato Carlo Taormina, che assiste uno dei 19 bimbi che sarebbero stati vittime di abusi e violenze sessuali nella scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Al termine dell'incidente probatorio svoltosi al Tribunale di Tivoli stamane, il legale ha aggiunto: "Ancora una volta sono stati ribadito comportamenti e ruoli delle persone coinvolte". Secondo Taormina il bimbo sentito oggi ha reagito bene ed ha "finalmente dato un volto al nome di Maurizio identificandolo con il benzinaio dello Sri Lanka".

 

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