Duluth, 5 OTTOBRE 2007 - L'industria discografica ha vinto la causa legale intentata per pirateria contro una madre single del Minnesota, Jammie Thomas, 30 anni. La donna è stata condannata al pagamento di una multa di 222mila dollari (157mila euro) per aver scaricato musica da internet e averla condivisa tramite web.
Il provvedimento della corte federale di Duluth, in Minnesota, prevede il pagamento a sei case discografiche di 9.250 dollari (6.556 euro) per ciascuna dei 24 brani musicali scaricati dal web. Le case discografiche avevano accusato la donna di aver scaricato 1.702 brani in violazione della legge sul copyright.
"Era in lacrime. E' distrutta - ha detto all'Ap il legale della donna, Brian Toder - si tratta di una donna che vive di busta paga e ora, all'improvviso, si ritrova lo stipendio decurtato di un quarto per il resto della sua vita". Il procuratore che ha difeso le case discografiche, Richard Gabriel, ha commentato così la vicenda: "Si tratta di un messaggio, spero, sul fatto che scaricare e distribuire i nostri dischi non è lecito".
Tra le case discografiche coinvolte nella causa figurano la Sony BMG, Arista Records, Interscope Records, UMG Recordings, Capital Records e la Warner Bros records. Dal 2003 a oggi sono circa 26.000 le cause intentate dall'industria discografica.
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