Roma, 10 ottobre 2007 - La giunta militare birmana ha arrestato cinque generali e 400 soldati che si sono rifiutati di aprire il fuoco contro i manifestanti scesi in piazza alla fine di settembre e di partecipare ai raid nei monasteri buddisti.
"Cinque generali si sono rifiutati di dispiegare le truppe contro i monaci e sono stati subito arrestati dalla giunta", ha dichiarato un funzionario birmano sotto anonimato al quotidiano indonesiano 'Jakarta Post'. La fonte non ha voluto precisare i nomi dei generali. Quindi ha aggiunto che sono stati puniti "circa 400 soldati della Divisione Sikai, nei pressi della città di Mandalay, per aver abbassato le armi davanti ai monaci e aver chiesto loro perdono per i peccati commessi".
La fonte ha sottolineato che tali arresti sono un segnale chiaro dell'esistenza di fratture all'interno del regime, dal momento che, a suo giudizio, la maggior parte dei dipendenti pubblici era contrario alla repressione violenta delle proteste.
"I monaci sono un simbolo della nostra religione e della nostra vita - ha sottolineato - la gente è molto irritata per il fatto che i militari abbiano osato aprire il fuoco contro di loro. Uccidere i monaci è considerato uno dei peccati più gravi". Il funzionario ha quindi riferito della protesta silenziosa messa in atto da alcuni dipendenti pubblici, che da giorni non si recano al lavoro.
ATTIVISTI: MORTO UN ESPONENTE DEL PARTITO DI SUU KYI
Un esponente del partito della leader birmana Aung San Suu Kyi, Lega nazionale per la Democrazia, è morto durante l'interrogatorio subito dalle autorità militari a Sagaing, nel centro della Birmania. Win Shwe, 42 anni, era stato arrestato con altri cinque colleghi di partito lo scorso 26 settembre. Stando a quanto riferito oggi da un gruppo di ex prigionieri politici birmani con sede in Thailandia, 'Assistance Association for Political Prisoners', le autorità hanno informato la famiglia del decesso del loro congiunto, precisando che il corpo è stato cremato nel centro di detenzione.
Intanto, a Rangoon circolano voci di una possibile manifestazione di piazza. Agenti di polizia in tenuta antisommossa sono dispiegati nella città nei principali incroci stradali e nei luoghi da dove sono partite le proteste antigovernative della fine di settembre, tra cui la pagoda di Shwedagon e quella di Sule.
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