Roma, 10 ottobre 2007 - La Cassazione rilancia l'importanza del sentimento all'interno delle coppie sposate. Ha infatti diritto alla separazione il coniuge che non ama più e che si trova a vivere un rapporto freddo che rende la convivenza intollerabile. Una delle cause potrebbe essere il numero esiguo di rapporti sessuali acconsentiti dall'altro solo se finalizzati alla procreazione.
E' quanto affermato dalla Suprema Corte che, con la sentenza 21099 del 9 ottobre, ha respinto il ricorso di un marito che non voleva concedere alla moglie la separazione. Una battaglia, quella dell'uomo, che aveva perso fin dall'inizio: lei aveva chiesto la separazione al tribunale di Torino che, nel 2002, l'aveva pronunciata. Lui aveva impugnato la decisione di fronte alla Corte d'appello ma aveva perso di nuovo.
I giudici territoriali avevano concesso alla ex il divorzio, le avevano affidato i figli e avevano condannato lui a versare un assegno di mantenimento mensile di 2mila euro. Così l'uomo ha fatto ricorso in Cassazione ma ha perso nuovamente.
La prima sezione civile ha precisato, in diversi punti delle motivazioni, che quando la convivenza diventa intollerabile perché non c'è più "empatia" tra i coniugi, anche se uno solo la chiede, la separazione va pronunciata.
In particolare, ha messo nero su bianco il collegio di legittimità, "l'articolo 151 del Codice civile, nel testo vigente, prevede che la separazione giudiziale possa essere chiesta quando si verifichino, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza". Non solo.
"La formula adottata nel testo vigente dell'articolo 151 si è prestata a un'interpretazione di natura strettamente oggettivistica, che fonda il diritto alla separazione sull'accertamento di fatti che nella coscienza sociale e nella comune percezione rendano intollerabile il proseguimento della convivenza coniugale. Ma si presta anche a un'interpretazione aperta a valorizzare elementi di carattere soggettivo, essendo la intollerabilità un fatto psicologico squisitamente individuale riferibile alla formazione culturale, alla sensibilità e al contesto interno alla vita dei coniugi".
Insomma, hanno poi concluso i giudici del 'Palazzaccio', "pur dovendo la separazione trovare giustificazione in situazioni di intollerabilità della convivenza oggettivamente apprezzabili, per la sua pronuncia non è necessario che sussista una situazione di conflitto riconducibile alla volontà di entrambi i coniugi, ben potendo la frattura dipendere dalla condizione di disaffezione e di distacco spirituale di uno solo di loro".
Il giudice di Milano Letizia Ferrari Da Grado ha disposto il maxirisarcimento a favore di Roberto Cattaneo e Leda Corini, genitori della giovane, che hanno citato Giorgio Bruni e Rosanna Calatro', eredi dell'assassino Carlo Bru