Torino, 10 ottobre 2007 - Si profila la vittoria dei 'sì' per il referendum tra i lavoratori sul protocollo per il welfare. Cgil, Cisl e Uil si dicono legittimamente soddisfatti per l'esito della consultazione che, stando ai primi dati diffusi dai sindacati, si sarebbe attestata all'82%.
Il premier Romano Prodi sottolinea che "i risultati, se sono quelli di cui si parla in queste ore, sono molto molto molto buoni, incoraggiano la decisione presa a luglio e sono un appoggio forte alla politica seguita dal Governo". E, rispondendo a Prc che ribadisce di astenersi dal voto in consiglio dei ministri, sottolinea: "io cerco sempre l'unanimità nei Consigli dei ministri ma non è necessario che il Consiglio approvi sempre tutto all'unanimità".
Dai primi dati che stanno affluendo dalle categorie e dalle strutture territoriali di Cgil, Cisl e Uil ai centri territoriali si segnala una "significativa" prevalenza di 'sì' con una percentuale che supera l'82%. I primi dati disponibili, resi noti dai sindacati, riguardano un gruppo di 115 aziende di diversi settori produttivi, dislocati in differenti aree del paese, per un totale di 96.400 lavoratori attivi. Il dato di affluenza è di circa il 60%.
Dati pero' contestati dalla Fiom secondo cui si tratta solo di risultati parziali, relativi a poche schede scrutinate, e raccolti sommando solo i voti nelle aziende in cui ha prevalso il sì.
Secco il 'no' delle grandi aziende metalmeccaniche, prima fra tutte la Fiat dove i lavoratori, stando ai primi dati, avrebbero categoricamente respinto il protocollo, con percentuali che vanno dall'80% di Mirafiori al 92% di Pomigliano. Tra gli statali, invece, sempre secondo i primi dati su 56.064 votanti il sì è al 73%.
"Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato Guglielmo Epifani - i primi dati sono già molto significativi e confermano che si profila una netta vittoria dei si, al di là delle aspettative. I sì vincono in particolare tra i lavoratori attivi, tra gli operai e i precari". Per Raffaele Bonanni "è andata bene, a vittoria del sì appare inequivocabile. Chi aveva puntato sulla politicizzazione di questa consultazione è uscito sonoramente sconfitto. I lavoratori hanno respinto le provocazioni irresponsabili di questi giorni. Questa straordinaria adesione rafforzerà e cambierà il sindacato italiano". E Luigi Angeletti: "Si profila una grande affermazione del sì. I lavoratori hanno espresso complessivamente un giudizio positivo sul merito di un'intesa che migliora le condizioni di giovani e pensionati sul terreno del welfare. Ora dobbiamo affrontare il problema dei bassi salari: bisogna rinnovare i contratti per ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti".
Il Prc ribadisce la propria posizione e, con il segretario Franco Giordano, sottolinea che se non ci saranno modifiche al protocollo, il Prc si asterrà in consiglio dei ministri. Una posizione che, spiega, era già chiara (il Prc aveva perfino minacciato di votare 'no' in consiglio dei ministri) e che esce rafforzata dai primi risultati del referendum tra i lavoratori sul protocollo dello scorso luglio. In particolare, dice Giordano, "i dati del comparto metalmeccanico, soprattutto i dati della Fiat di Mirafiori e Cassino" dove hanno prevalso i 'no', "dimostrano che la posizione della Fiom non era strumentale e coglieva invece un malessere reale diffuso tra gli operai".
Per il presidente degli industriali, Luca Cordero di Montezemolo, i primi dati sull'esito del referendum, che danno una prevalenza al sì, "dimostrano da un lato che è un buon accordo di compromesso, dall'altro che è un accordo che non si deve toccare. Questo esito del voto "credo che dia il via ad una nuova stagione di relazioni industriali - aggiunge Montezemolo - su cui con il sindacato abbiamo intenzione di lavorare".
Non accenna a placarsi la polemica sui brogli. In una conferenza stampa GIorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e componente della Rete 28 aprile, l'ala più radicale della Cgil, ha chiesto alla commissione nazionale sulla consultazione di verificare le irregolarità denunciate dai lavoratori.
Il giudice di Milano Letizia Ferrari Da Grado ha disposto il maxirisarcimento a favore di Roberto Cattaneo e Leda Corini, genitori della giovane, che hanno citato Giorgio Bruni e Rosanna Calatro', eredi dell'assassino Carlo Bru