Roma, 14 ottobre 2007 - Un bella giornata di sole e una bella giornata per la democrazia: è espresso in questa frase il clima di ottimismo che anima il lavoro in piazza Santi Apostoli a Roma, sede storica dell'Ulivo e ora sede del comitato nazionale per le primarie del Partito Democratico. Alla macchina organizzativa sono già arrivate alcune segnalazioni di "code" per votare in alcuni seggi in Calabria.
Ovviamente nessuno si esprime su previsioni, ma il buon tempo - appunto - e la mobilitazione di queste settimane inducono a prevedere una forte affluenza agli 11.195 seggi allestiti in oltre 7.00 comuni in tutta Italia. Trepidazione per conoscere il dato più importante: quanti cittadini eleggeranno la formazione politica che prenderà il posto dell’Ulivo nato nel 1995 per volere di Romano Prodi.
I seggi sono stati aperti alle 7 di stamane e si potrà votare fino alle 20. Possono votare tutti i cittadini che abbiano compiuto 16 anni. I maggiorenni devono presentarsi al seggio oltre che con un documento, anche con la scheda elettorale.
In attesa di stabilire se i votanti oltrepasseranno il traguardo minimo del milione (agli ultimi congressi di Ds e Margherita hanno votato rispettivamente 250mila e 150mila persone), 70 mila volontari si rimboccano le maniche già da ieri pomeriggio per allestire la consultazione. Ieri in 20mila hanno chiesto informazioni sulle modalità del voto. Sono 11.195 i seggi distribuiti in più di 7mila comuni. Le primarie dell’Unione del 2005 (quelle che incoronarono il Professore, divenuto premier l’anno dopo) potevano contare su 1.500 seggi in meno di quelli attuali.
Oltre ai 5 candidati Leader (Walter Veltroni, Rosy Bindi, Enrico Letta, Piergiorgio Gawronski e Mario Adinolfi) e ai 20 segretari regionali - è sfida sul filo di lana per esempio in Campania, Sardegna, Piemonte e Friuli - sono in corsa 35mila candidati per entrare a far parte dell’Assemblea costituente del Pd. Tra questi, la metà sono donne. Gli aspiranti democratici e democratiche si contendono i 2.400 posti della Costituente, a cui spetta redigere il programma-manifesto e lo statuto del nuovo partito.
Le primarie del Partito democratico hanno introdotto la novità degli elettori sedicenni. Ed è anche per andare incontro alle esigenze dei più giovani se la quota minima per esprimere la preferenza è stata abbassata a un euro. Ai seggi potranno recarsi anche gli extracomunitari purché con permesso di soggiorno. Bisognerà presentarsi muniti di un documento e (tranne gli under 18) della tessera elettorale. Votare, in ogni caso, non vuol dire iscriversi al partito.
Per sapere dove si trova il proprio seggio, gli organizzatori hanno attivato un numero verde (800-231506). Chi è pratico di internet, sul sito www.partitodemocratico.it, può ricavare perfino l’itinerario da casa al seggio. Tutti i candidati hanno presentato una lista a loro collegata, eccetto Veltroni, che ne ha presentate tre. Per esprimere la propria scelta basterà fare un solo segno sulla lista che corrisponde al leader ideale. Non è infatti possibile indicare nomi di candidati. Ogni votante riceverà due schede: una a livello nazionale, l’altra per la sfida nella propria regione. In ogni collegio (in tutto sono 475, come nella vecchia legge elettorale del ‘Mattarellum’) saranno determinati almeno 3 delegati. La ripartizione degli eletti fra le liste è su base proporzionale. Altri 60 delegati, poi, saranno scelti dagli italiani all’estero.
Il primo appuntamento per i democratici e le democratiche che la spunteranno è fissato per il 27 ottobre, quando Prodi convocherà l’assemblea nazionale.
Non ha ancora imparato a parlare ma è già fidanzata. Il padre l'ha infatti promessa in sposa al cuginetto Nieem, 7 anni, per accontentare la sorella che non ha figlie femmine e ne desidera una