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IL PUNTO DEL DIRETTORE

Lunga vita al Dalai Lama

La Cina parla di 'volgare interferenza': ma come si può essere così cinici e bugiardi? ...

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Il Dalai Lama  Con rispetto parlando, in Cina c'è qualcuno che ha la faccia al posto dei piedi e l'espressione deve essere chiaramente considerata eufemistica. Qualcuno che non sa che cosa sia la decenza.

Qualcuno che dovrebbe strisciare radente i muri o, meglio ancora, sparire ogni volta che nomina il Dalai Lama, il Tibet, i tibetani, da oltre cinquant'anni massacrati, perseguitati, incarcerati, vessati in ogni forma e in ogni modo dal regime di Pechino. Che ha l'improntitudine di parlare di "grave ingerenza negli affari interni cinesi" perché Bush, riuscendo finalmente a fare una cosa buona e giusta in sette anni, ha ricevuto il Dalai Lama, Premio Nobel per la pace, simbolo vivente della resistenza tibetana, costretto a vivere i esilio dal 1959.

 

A lui, il Congresso degli Stati Uniti consegna la Medaglia d'Oro, massima onorificenza civile che il Parlamento di Washington può conferire possa conferire. Le autorità cinesi hanno il coraggio di parlare di "volgare interferenza".

 

Volgare? Interferenza? Ma come si può essere così cinici e così bugiardi? Vogliamo parlare delle "volgari interferenze" cinesi nella vita di milioni di tibetani le cui famiglie sono state distrutte, frantumate, deportate? Dei semila monasteri buddisti rasi al suolo nel Tibet?

Del milione e mezzo di tibetani costretti a vivere lontani dalla loro patria? Dell'appoggio che la Cina garantisce al regime criminale birmano pronto ad usare gli stessi metodi repressivi e totalitari cari agli eredi di Mao?

 

Lunga vita al Dalai Lama, straordinario esempio di coraggio e di dignità, che ha avuto la forza di sorridere delle intimidazioni pechinesi: "Succede tutte le volte", ha detto. Ma non può succedere sempre.

 

E non può succedere che le Olimpiadi 2008 in Cina divengano le Olimpiadi della censura, di internet oscurato, della probizione di esibire in pubblico qualunque simbolo religioso, del controllo di ogni spostamento. Queste cose bisogna dirle in faccia ai cinesi, anche se sono importanti partner economici e commerciali dell'Italia. Ma la libertà è più importante degli affari. O no?

di Xavier Jacobelli

  • 17/10/2007 15:23

    Concordo pienamente con l'articolo di Jacobelli; l'pocrisia e la menzogna nel casio Cina _Tibet raggiungono l'apice ed è assai raro che un paese osi denunciare apertamente il colosso cinese perchè è un grande mercato in forte espansione. Una volta tanto , bravo Bush e una lode al Congresso americano per il riconoscimento al Dalai Lama ambasciatore di pace nel mondo.
  • 17/10/2007 16:18

    Sbaglio o il Tibet era un paese sovrano e nel 1950 venne invaso (volgare interferenza) dai cinesi che iniziarono il genocidio fisico, culturale e psicologico e lo stanno ancora continuando in tutti i barbari modi tipici dei cinesi.
  • 17/10/2007 18:23

    pieno appoggio a quanto dichiarato da xavier e bello ogni tanto leggere delle impressioni che tanti sposano, ma sarebbe il momento che qualcuno "che dovrebbe" cominciasse a parlare, "meglio fare" qualcosa senza guardarsi in tasca.
  • 17/10/2007 18:26

    finalmente si potrebbe fare qqcosa visto che nel 2008 la Cina ospita le Olimpiadi e si potrebbero boicattarle (lo si dovrebbe fare solo per l'inquinamento). Potrebbe essere l'ultima occasione
  • 17/10/2007 19:34

    Bravo bush! Cosa dirà: che la sera prega e la mattina ordina ai bombardieri di uccidere donne e bambini in nome della democrazia negata dagli USA ai popoli del centro e sud America, che ha aderito al trattato di Kioto! Troppo trdi chiudere la stalla, le mucche non hanno più bisogno di Bush.
  • 18/10/2007 11:43

    complimenti direttore "il punto" da lei fatto sulla vicenda del dalai lama ed ilcommento finale sulle olimpiadi e' fantastico mi permetterei solo di aggiungere che il comitato olimpico non avrebbe dovuto per nessun motivo assegnare i giochi olimpici ad un paese che non rispetta i diritti umani cordiali saluti gian paolo r.
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