LONDRA, 17 ottobre 2007 - Alzi la mano chi non ha mai avuto voglia di mandare a quel paese il capo o un collega d'ufficio. E magari si è morso le labbra, imprecando in silenzio. Bene, d'ora in poi l'uso della parolaccia tra colleghi di lavoro non solo dovrebbe essere permessa, ma addirittura incoraggiata dall'azienda.
Perché? Presto detto: secondo uno studio della Norwich University of East Anglia, i dipendenti un po' sboccati sono in realtà più produttivi. Le parolacce infatti aiutano a combattere lo stress, e in più contribuiscono a creare una cert'aria di solidarietà 'cameratesca' tra i colleghi. Insomma, usare termini altrove considerati tabù al lavoro stimola un benefico spirito di gruppo.
''I dipendenti - dice Yehuda Baruch, il professore che ha portato avanti la ricerca - usano continuamente un linguaggio volgare, da non considerare necessariamente negativo. Anzi si tratta di un fenomeno sociale e psicologico che non va sempre condannato''.
Con questo non è che il professore incoraggi comportamenti offensivi, ma suggerisce una possibile politica che autorizzi un uso misurato delle parolacce. ''Un atteggiamento - continua Baruch - da non adottare di fronte a clienti, dirigenti o colleghi piu' anziani''.
Sempre stando allo studio, c'e' un collegamento preciso tra età e linguaggio 'informale': I giovani professionisti sono piu' tolleranti di fronte all'uso di parolacce, considerandole socialmente accettate. E udite udite, pare che le donne parlino in modo piu' volgare di quanto si pensi.
''Proibire tale atteggiamento o peggio ancora criticarlo duramente - dice Baruch - potrebbe diminuire la solidarieta' tra colleghi, abbassare il morale dei lavoratori e la motivazione in ufficio''.
''Le parolacce - conclude l'esperto - sono parte della nostra vita quotidiana, speriamo che con questa ricerca i dirigenti siano piu' tolleranti nei confronti del linguaggio usato dai propri dipendenti''.