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Esteri

A LONDRA

"I neri sono meno intelligenti", è bufera
Cancellate le conferenze di Watson

Il prestigioso Museo della Scienza ha annullato l'incontro col Nobel, dopo le sua affermazioni razziste: "Ha oltrepassato la linea del dibattito accettabile" Commenta

James Watson , premio Nobel Londra, 18 ottobre 2007. - Dopo la polemica suscitata dalle affermazioni tacciate di razzismo, il Museo della Scienza di Londra ha cancellato la lezione del Premio Nobel per la medicina, James Watson, secondo il quale i neri sono meno intelligenti dei bianchi.


Il Museo, una delle istituzioni scientifiche più prestigiose del Regno Unito, ha giustificato la decisione, segnalando che Watson, il cui intervento era previsto per domani, «ha oltrepassato la linea del dibattito accettabile».


A scatenare la polemica, un'intervista al domenicale 'The Sunday Times', in cui lo scienziato, pioniere nelle scoperte sulla struttura del Dna, s'era detto pessimista sull'Africa perché le politiche occidentali si basano sulla convinzione che «l'intelligenza degli africani sia come la nostra, il che contraddice tutti gli esperimenti effettuati».

 

«Sappiamo che scienziati eminenti possono dire a volte cose che scatenano polemiche e il Museo della Scienza non rifiuta il dibattito di temi controversi. Tuttavia, pensiamo che il dottor Watson abbia oltrepassato la linea del dibattito accettabile e per questo cancelliamo l'atto», ha fatto sapere l'istituzione in un comunicato.

 

Watson, non nuovo a dichiarazioni-choc, è in Gran Bretagna per la pubblicazione del suo ultimo libro, 'Avoid Boring People: Lessons from a life in science'.

Non è la prima volta che Watson si trova al centro di accese polemiche per controverse prese di posizione. Nel 1997 affermò che una donna avrebbe dovuto avere il diritto di abortire se dalle analisi fosse emersa l'omosessualità del nascituro. Nel 200 scioccò la platea dell'Università di Berkeley presentando la sua teoria riguardo al legame esistente tra colore della pelle e libido.

  • 18/10/2007 12:54

    Si va beh... ma si sa che i premi Nobel non sempre ne sono degni. Vedi Dario Fo, Arafat, la Montalcini, Al Gore.....
  • 18/10/2007 15:52

    che tristezza!
  • 18/10/2007 16:17

    Per quanto mi riguarda ci sono sei miliardi e mezzo di persone, di tutte le razze ed etnie, che sono molto meno intelligenti del piccolo gruppo multirazziale di individui,la supercasta, che controlla la finanza, la moneta, il credito, le borse... Si può negare?forse il Watson intendeva questo... I neri,in senso lato, sono quelli che lavorano, i bianchi, sempre in metafora, quelli che li pagano con carta monetata multicolore, che dopo un mese è già supersvalutata, superinflazionata ....
  • 18/10/2007 16:26

    Se Watson sostiene un'ipotesi del genere è tenuto a provarla scientificamente in modo inconfutabile, ammesso che sia possibile, oppure a rimangiarsela. Allo stesso tempo però non credo si debba accettare l'ipotesi contraria solo perché più consona al nostro modo di sentire o, peggio, perché lo dice qualche legge dello stato o dell'ONU, o qualche politico o qualche autorità religiosa. Altrimenti contrapponiamo a una - quasi certamente falsa - scienza solo un -sia pur nobile - pregiudizio oscurantista.
  • 19/10/2007 02:32

    Al di la' dell' intelligenza, se non ci sono differenze genetiche ovvie, come mai esistono farmaci che sono indicati solo per certe popolazioni? Altri per sole donne,uomini ecc. Aprite gli occhi, le differenze ci sono, forse ha esagerato, ma negare che non ci siano differenze peculiari tra differenti popoli,(razze) e da ignoranti conclamati!!! Il problema risiede nell'uso che si fara'di questa affermazione, che non deve avere valenze di nessun tipo, tranne quella di indicare che ci sono delle differenze punto e basta. Troppo comode le speculazioni,... Se andiamo per similitudini, credete forse che tutti i cani siano uguali per intelligenza, o meglio per potenzialita' intellettive? Se cosi' non fosse, perche' allevarne differenti razze? Se l'intelligenza puo' essere vista come patrimonio genetico, le differenze genetiche ci sono. Basti il fatto, che ho un q.i. di molto differente da mio figlio e sono molto meno intelligente di lui, seppur geneticamente siamo molto simili. Ciao, Dario H.
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