Secondo il settimanale, il prelato cercava lo scandalo omossessualità in Vaticano dopo la sua mancata nomina a vescovo. Avrebbe un dettagliato dossier di nomi e circostanze. Aveva anche aperto uno studio per l'assistenza psicologica ai sacerdoti in difficoltà
Roma, 18 ottobre 2007. - Ci sarebbe una clamorosa svolta nelle indagini su monsignor Tommaso Stenico, l'alto funzionario della Curia vaticana che avrebbe adescato un gay su internet per un incontro a luce rosse. Lo rivela Panorama, in un articolo sul numero in edicola da domani, venerdì 19 ottobre. Il filmato trasmesso da La7 nel corso del programma Exit sarebbe falso.
Secondo le autorità vaticane, Stenico era d'accordo con gli autori di Exit e nella stanza c'era un terzo uomo che filmava l'incontro.
Il prelato, secondo quanto scrive il settimanale, puntava a far scoppiare in maniera clamorosa lo scandalo dei preti omosessuali in Vaticano, a causa della sua mancata promozione a vescovo. A questo scopo aveva già redatto un dettagliato dossier con un elenco di nomi e di circostanze che chiamerebbero in causa un certo numero di sacerdoti e alcuni vescovi (un'autentica schedatura che Stenico avrebbe realizzato nel corso degli anni approfittando del ruolo di capo ufficio della Congregazione per il clero e di psicologo presso il Centro di assistenza sanitaria (Fas) della Città del Vaticano. Per un certo periodo di tempo il monsignor aveva anche aperto uno studio per l'assistenza psicologica ai sacerdoti in difficoltà.
Panorama ha potuto leggere in esclusiva una memoria difensiva inviata da Stenico al cardinale Hummes. Lungi dal cercare giustificazioni, il monsignore attacca e denuncia con forza il progressivo degrado morale e dei costumi che, a suo dire, si è diffuso nella Curia vaticana.
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