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Politica

SINISTRA DAY

Bertinotti: "No ai ministri in piazza"

Il presidente della Camera: "un centrosinistra con la vista lunga deve guardare ai movimenti". In piazza non ci saranno bandiere del sindacato. Critiche alla manifestazione dai centristi dell'Unione

fausto bertinotti Roma, 19 ottobre 2007. - Una manifestazione della sinistra ma non contro il governo. La vigilia del sinistra day anima le polemiche sul profilo e sull'opportunità della manifestazione della sinistra sul pacchetto welfare. Fausto Bertinotti non è favorevole alla partecipazione dei ministri: «Sarebbe una sgrammaticatura. Ognuno faccia il suo mestiere». Ma afferma anche che «questa è la tattica, la strategia è un'altra».

«Un centrosinistra con la vista lunga - dice il presidente della Camera - deve guardare con complicità ai Movimenti, anche a quelli critici nei suoi confronti. Il governo dovrebbe essere interessato ad avere un interlocutore critico che si proponga di scuotere un contesto sociale dominato dai Poteri Forti. Perché può intercettare i consensi che derivano da un'azione del genere». In piazza domani, comunque, tra gli altri ci sarà anche il 'governatore' della Puglia Nichi Vendola che in molti indicano come il 'delfino politico' di Bertinotti.

 


Prc, Pdci e Fiom, che saranno alla manifestazione (ma non è previsto nessun ministro nè bandiere del sindacato) spiegano i motivi della piazza. «La manifestazione di domani è importante sia per i lavoratori e sia per il governo. Più saremo e più faremo valere le nostre richieste, che il governo non potrà ignorare. In Parlamento presenteremo emendamenti migliorativi» conferma Pino Sgobio, capogruppo del PdCI alla Camera.

 

«Domani saremo in piazza e credo che saremo in tantissimi, la nostra sarà una presenza per l'Unione, per il programma, per migliorare il protocollo del 23 luglio, per il centrosinistra, per un lavoro stabile e sicuro che possa dare un futuro dignitoso. Saremo in piazza per il governo Prodi» afferma la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Pdci.

 


Nettamente contrari alla manifestazione i centristi dell'Unione, che temono per il governo. Dopo il sì al pacchetto welfare «risulterebbe inutile la presenza in piazza dei Ministri alla manifestazione di domani» afferma Nello Formisano, capogruppo dell'Idv a Palazzo Madama.

 

Per il capogruppo alla Camera dell'Udeur, Mauro Fabris, le tensioni della piazza possono ripercuotersi sul governo e dunque questo «rischia seriamente» di cadere. «Non si può tirare troppo la corda altrimenti questa si spezza». E poi «non va bene scaldare la piazza contro il governo. Non lamentiamoci se a poi a Palazzo Madama qualche senatore della sinsitra radicale vota contro. A quel punto non c'è più il governo e resta la legge Maroni».

 

E per il leader dello Sdi, Enrico Boselli, «manifestare contro l'accordo vuol dire manifestare in modo chiaro contro il sindacato e contro i lavoratori oltre che contro il governo. Ma questo lo capiscono tutti. Solo le acrobazie dialettiche del ministro Ferrero possono tentare di spiegarla diversamente. Che domani la manifestazione sia anche in polemica col governo lo dimostra il fatto che due dei quattro ministri della sinistra radicale, ovvero Pecoraro Scanio e Mussi, non parteciperanno».










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