Non ci sono dubbi. Dopo la colossale soperchieria che è stata commessa ai danni del magistrato Luigi De Magistris, scippato dell'inchiesta Why Not sul presunto utilizzo illecito di finanziamenti pubblici, si può serenamente affermare che, al confronto di quanto è accaduto, Caligola era un dilettante. L'imperatore romano nominava senatore un suo cavallo, oggi dentro il Palazzo ci sono troppi somari che non conoscono il diritto e dovrebbero essere cacciati a calci nel sedere. Ciò che è stato fatto a De Magistris è scandaloso: con la scusa che Mastella ha chiesto il trasferimento del pm, quest'ultimo si sarebbe dovuto astenere dal proseguire l'inchiesta che punta a fare luce sul comitato d'affari con sede a San Marino che avrebbe gestito in maniera illecita i finanziamenti comunitari e statali arrivati in Calabria.
Curiosamente, Mastella figura fra gli indagati da De Magistris, assieme a Prodi. Ricordato che essere indagati non significa essere colpevoli e che la presunzione d'innocenza vige sino a quando una sentenza non sia passata in giudicato, s'impongono alcune domande. Numero uno: se il Csm si pronuncerà il 17 dicembre sulla richiesta di trasferimento di De Magistris, perchè al magistrato l'inchiesta è stata tolta il 20 ottobre? Numero due: questa decisione nasce forse dalla paura che, in questi due mesi, De Magistris potesse scoprire altre vicende molto scottanti? Numero tre: ma che razza di giustizia è questa, se si accanisce contro gli stessi giudici che fanno il loro lavoro? Numero quattro: ma perchè Mastella non si dimette, come farebbe qualunque altro ministro di un Paese civile che si ritrovasse nella sua situazione, sgombrando il campo da equivoci e sospetti? Noi che non siamo nessuno vogliamo dire ancora una volta a De Magistris che siamo con lui. Che non deve mollare. Che non si deve arrendere. Anche se gli spediscono proiettili, minacce e il ministro che dovrebbe difenderlo, fa lo spiritoso proprio su questo. Quando dovrebbe avere almeno il buon gusto di tacere.
di Xavier Jacobelli
Una raffinata serata di gala per festeggiare un nuovo arrivato: il vino 'Luce' dell'azienda 'Luce della Vite' di Montalcino. All'interno della Villa i Collazzi, sulle colline di Scandicci, trecento selezionatissimi invitati ospiti dei Marchesi de 'Frescobaldi hanno accolto il nuovo vino, un ottimo Brunello del 2003