Inchiesta 'Why not' ancora nell'occhio del ciclone. Al Guardasigilli restano due strade: revocare immediatamente la richiesta di trasferimento del giudice De Magistris; dimettersi subito. Commenta
Bologna, 23 ottobre 2007 - Alla luce dei tumultuosi avvenimenti delle ultime ore, sono due le cose che può fare Clemente Mastella: revocare immediatamente la richiesta di trasferimento del giudice De Magistris; dimettersi subito, senza se e senza ma. Sicuramente non farà né l'una né l'altra. D'altra parte, un ministro che il mattino minaccia le dimissioni e poi non le dà, si qualifica da solo. Il fatto è che, asserragliato nella sua poltrona, Mastella rischia di perdere il contatto con la realtà. La stessa in sui si è calato anche il presidente della Repubblica nonchè presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, chiamato ad esprimersi sulla "porcata" (copyright by Antonio Di Pietro) che è stata fatta ai danni del coraggioso gudice calabrese, scippato dell'inchiesta Why Not e palesemente intimidito con la richiesta di trasferimento d'ufficio.
Napolitano ha usato parole nobili e consone alla gravità della situazione: "Basta polemiche, l'inchiesta di Catanzaro vada avanti, vigilerò perchè ciò accada". Bravo, bene. Peccato che, passando ad un altro giudice, di fatto l'indagine stessa sia destinata ad arenarsi, almeno temporaneamente, perchè al successore di De Magistris serviranno mesi per documentarsi e per ripartire daccapo. Coraggio, Presidente: intanto, via Csm, rimandiamo a casa Mastella la richiesta di trasferimento del pm. Nel frattempo, potrebbe anche succedere che ci vada anche Mastella (a casa). O che qualcuno ce lo mandi. La speranza è sempre l'ultima a morire.
di Xavier Jacobelli
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