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Politica

EDITORIA / DOPO LE POLEMICHE

Levi: 'Ddl? Per i blog nessuna registrazione'

Presentato in commissione cultura alla Camera un emendamento che esclude qualsiasi volonta' di 'registrare' e controllare i siti che non fanno informazione su base imprenditoriale Commenta

Ricardo Franco Levi Roma, 24 ottobre 2007 - Il sottosegretario con delega all' editoria, Ricardo Levi, avvia l'esame del ddl di riforma del settore con un'audizione davanti alla commissione Cultura della Camera, e mette fine alle polemiche di questi giorni sul controllo del governo sui 'blog', depositando il testo di quello che diventera' un emendamento che esclude qualsiasi volonta' di 'registrare' e controllare i siti che non fanno informazione su base imprenditoriale.

 


Levi ha ribadito che l'obiettivo del ddl e' quello di conciliare libera concorrenza e pluralismo, in un settore che deve puntare all'innovazione, "nella consapevolezza - ha spiegato - che in questo settore la libera concorrenza non corrisponde al concetto generale ma deve essere temperata dal concetto di pluralismo che assicuri la presenza di molteplici operatori".

 


La risposta di Levi alle polemiche aperta dal blog di Beppe Grillo, e' un comma aggiuntivo all' articolo 7 del ddl, che esclude i blog "dall'obbligo di iscrizione al Roc (il registro degli operatori della comunicazione tenuto dall' Agcom, ndr)" non utilizzando il temine inglese ("usarlo in testo di legge sarebbe stato un problema") ma indentificandoli con la formula "i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro''.
Il sottosegretario, pur ribadendo la volonta' del governo di mettere ordine nel settore degli incentivi all' editoria, ha sottolineato che "non vogliamo spegnere voci ed attentare al pluralismo''.

 


Levi ha sottolineato inoltre che "se la crisi che tocca molte realta' editoriali si estendera' ci vorranno forme piu' ampie di intervento del previsto rifinanziamento di 5 milioni di euro del fondo per la mobilita'''.
''Questo che vi sottopongo e' un ddl aperto ai miglioramenti - ha concluso il sottosegretario rivolto ai deputati della commisisone - e mi auguro che ce ne siano, soprattutto nel campo della promozione dell'innovazione. L'incentivazione del passaggio alle nuove tecnologie anche se difficile perche' i fondi sono scarsissimi, e' il tema vero, cosi' come quello della promozione della lettura''.

 
  • 24/10/2007 21:50

    questi sono fuori di testa, vedono solo il loro meschino interesse, sono al di fuori della realtà, anzi, se ne fregano, la rifiutano.
  • 24/10/2007 22:24

    non penso che puntavano a zittire i blog. Credo che puntassero ad una forma per far accedere ai finanziamenti all'editoria altri soggetti che propio editori non sono, o sono editori di se stessi.
  • 25/10/2007 10:05

    Bene, ora vediamo se ci saranno nuovi media on-line e cartacei indipendenti, o se invece come penso io si è solo rifinanziato mass-media mediocri e para-partitici come "IL FOGLIO" o "LIBERO" ecc. ecc. con stessa tiritera per quanto riguarda l'On-Line... A che serve informazione pilotata da meschini arraffoni?!? Questo blasfemo essere che risponde al nome di Levi dovrà spiegarcelo prima o poi.... per ora io "PREGO" che non tornino i nazi-fascisti e la Censura Vera come quella che ha colpito tra gli altri IndyMedia ecc.
  • 25/10/2007 10:38

    Fatemi capire bene.. oggigiorno le informazioni prendono sempre più piede sul web perchè non sono veicolate (o per meglio dire lo sono meno).. con conseguendte diminuzione della tiratura delle testate giornalistiche. Così cosa pensano di fare? Finanziare le testate giornalistiche che creano un blog? Spero di aver capito male.
  • 25/10/2007 10:45

    Ancora una volta la sinistra italica erede del comunismo scopre la sua anima illiberale, che non potrà MAI essere corretta o attenuata. L'Italia sarà il secondo paese del mondo, dopo la Cina, ad adottare una regolamentazione che limiterà (di fatto, qualunque cosa ne dicano) la libertà d'espressione in Internet. Comunque non è un problema: basterà avere un dominio che, invece che per .it, finisce per .tk o qualunque altra cosa. Forse questi signori non sanno che esiste un mondo libero oltre le Alpi. Sono patetici.
  • 25/10/2007 10:46

    Tipica mossa totalitaria da governo comunista, controllare l'informazione e tassare il piu possibile il cittadino per poi usare quei soldi per i loro porci comodi. L'informazione deve essere LIBERA, cosa che non accade in nessun giornale, dove ognuno è schierato e pilotato. VERGOGNA
  • 25/10/2007 12:58

    Il classico tentativo della sinistra di blindare una libertà facendosi poi passare per santi, meno male che siamo stati attenti e li abbiamo bombardati di mail e ci siamo ribellati in massa, avrebbero fatto il colpo gobbo, la sinistra è democratica solo se si dice che sono dei santi, bravi e belli, ma che ci spieghino che cosa è accaduto con il portalone italia.it. Un fallimento nessuno colpevole e tutti a casa con i nostri soldi !
  • 25/10/2007 15:09

    Mi pare, dall'articolo sopra, che Levi abbia risposto esaurientemente a certi commenti precedenti. Non facciamone una questione di parte, ma vigiliamo sempre con attenzione che non ci portino via le nostre poche libertà.
  • 25/10/2007 17:14

    Sign. Grillo è facile sparlare di tutti per poi fondare un'altro partito. Su via Lei non è un santo ma uno che incamera lauti guadagni dicendo male di tutti girando in tutti i teatri d'Italia proponendo il nulla. E finiamola con tutti i falsi moralisti (LEI COMPRESO). Questa è una voce contro e l'ho scritta solo per vedere se sarà pubblicata. Cosa che io non credo, ma se lo facesse, stia tranquilo che ho molte altre cose da dirle. La saluto in attesa che anche Lei sia inserito in questo calderone chiamato Italia con un'altro partito, che a parte qualche giovane sprovveduto non crede più nessuno. Tanto le dovevo.
  • 25/10/2007 20:55

    Allora, Beppe Grillo non vuole fondare nessun partito. Primo. Secondo: è l'unico che dice le cose come stanno, perchè se si sta a guardare la tv o a leggere i giornali, si assimila una quantità di bugie immensa. Beppe Grillo combatte (insieme ad altre milioni di persone che lo ascoltano e lo seguono) per far capire come gira questa povera, povera, povera Italia, governata da mafiosi intoccabili (chi ha detto De Magistris e l'inchiesta Why not?). Io, come Beppe e come milioni di persone, sono stufo di essere preso in giro e subire le iniziative di gente che vuole fare solo i propri loschi interessi. Basta. C'è bisogno di aria nuova e pulita. E' troppo comodo mettere il bavaglio alla vera informazione (erroneamente chiamata controinformazione). Ma cos'è? Al governo siete tutti santerellini. Di cosa avete paura? Dai gente, aprite gli occhi! Non si può restare indifferenti! E' quello che vogliono loro!! Dobbiamo essere noi a cambiare le cose, dal basso. Forza!
  • 25/10/2007 23:16

    dopo averci raccontato balle sull'immigrazione che è una ricchezza per noi (o per i parlamentari?) e che ci pagano la pensione (si, ma da 200euro al mese!!) ora provono a toglierci quel poco di libertà che ci è rimasta: l'etere. Evidentemente le "stanze del buco" sono già in funzione. Ma vaff....!!!!
  • 27/10/2007 15:31

    Questo disegno di legge sarà l'inizio di una serie di leggi che tenteranno di censurare i pensieri di ogni singolo individuo. Loro vogliono un monopolio di informazione facendoci credere di essere in un paese libero.Alle prossime lezioni non andate a votare , perchè non ha più senso , siamo sotto regime.
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