Roma, 25 ottobre 2007 - Beppe Grillo torna alla carica contro la norma che nella riforma dell'editoria impone la registrazione al Roc da parte dei blog. Secondo Grillo, che se la prende con "l'arzillo vecchietto Levi" (Ricardo Franco Levi ha la delega al ramo, ndr), la modifica al testo del ddl non cancella tale obbligo.
Levi "non molla- scrive Grillo sul suo blog- Ha infatti modificato l'articolo 7 della Levi-Prodi con un comma aggiuntivo invece di cancellare l'articolo. Ecco il comma: 'Sono esclusi dall'obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono a internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un'organizzazione imprenditoriale del lavoro".
Grillo si chiede "cosa si intende per organizzazione 'imprenditoriale del lavoro?' Chi propone pubblicita' dal suo sito, come ad esempio Google AdSense, ricade in questo caso? Chi vende un prodotto on line e' un imprenditore del lavoro? Levi cancella questo c...o di articolo 7 e non se ne parli piu'.
Basta con le prese per il culo", e' l'invito di Grillo.
Il comico genovese sottolinea peraltro che "il mondo ride di noi. Il Times in un articolo dal titolo: 'Assalto geriatrico ai bloggers italiani' ci definisce come: 'una nazione di legislatori ottuagenari eletti da settantenni, i pensionati'. No all'articolo 7, liberta' per la Rete. Non molliamo".
Un cerchio blu notte con l'indicazione 'liberal democratici" in alto, l'abbreviazione in maiuscolo 'LD' al centro e un tricolore in basso con la scritta 'per il rinnovamento'. Questo il simbolo del movimento presentato da Lamberto Dini