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PROCESSO SME

La Cassazione assolve Berlusconi
"Giustizia usata per fini politici"

Il pg Oscar Cedrangolo nella sua requisitoria l'aveva chiesta davanti ai giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte. L'assoluzione era già stata accordata all'ex presidente del Consiglio dalla Corte d'Appello lombarda

silvio berlusconi Roma, 26 ottobre 2007 -La sesta sezione penale della Cassazione ha confermato l'assoluzione nei confronti di Silvio Berlusconi nell'ambito del processo Sme.

 

LA RICHIESTA DEL PG

Va confermata l'assoluzione dell'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nell'ambito della vicenda Sme. Lo ha chiesto il sostituto procuratore generale della Cassazione, Oscar Cedrangolo, ai giudici della VI sezione penale chiamati a decidere sul ricorso presentato dalla Procura di Milano contro l'assoluzione accordata a Berlusconi lo scorso 27 aprile dalla Corte d'Appello lombarda relativamente all'accusa di corruzione in atti giudiziari.

 

A modo di vedere della pubblica accusa della Cassazione il ricorso della Procura di Milano va rigettato in quanto non fa che proporre una "rivisitazione in punto di fatto" non consentita in Cassazione".

 

Nella breve requisitoria il pg della Cassazione, allineandosi alla relazione fatta dal consigliere Giacomo Paoloni, non ha potuto fare a meno di sottolineare che "risulta pacificamente che sia la sentenza che ha assolto" dall'accusa di corruzione Berlusconi, "sia il pg di Milano che ne vorrebbe l'annullamento si fondano sulla stessa sentenza Imi Sir". Dunque, secondo il pg della Suprema Corte, "è singolare che si possa pensare che la stessa sentenza possa essere sottoposta a due chiavi di lettura diverse: l'assoluzione da una parte a la cancellazione dell'assoluzione dall'altra".

 

Il punto è capire, ha detto Cedrangolo, "entro che limiti debba essere inquadrato il reato di corruzione in atti giudiziari. Sembra quasi che il pg si dolga dell'interpretazione restrittiva data dalla Cassazione, nella sentenza Imi Sir, laddove ha limitato la sfera del reato di corruzione alla condotta che debba concretizzarsi in atti di ufficio.
Ma non è così", ha sostenuto Cedrangolo secondo il quale "non si può bypassare la parte della sentenza Imi Sir nella quale è stata precisata la sfera di influenza". Da qui la richiesta del rigetto del ricorso della Procura di Milano che secondo la pubblica accusa della Cassazione è un ricorso "in punto di fatto".

 

Nel dettaglio i giudici della Corte d'Appello di Milano lo scorso 27 aprile hanno assolto Berlusconi dall'accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434 mila dollari che da un conto Fininvest sono finiti al giudice Renato Squillante attraverso Cesare Previti.

 

Per questo capo d'accusa l'assoluzione in base all'art. 530 comma 2 (una vecchia formula dell'insufficienza di prove) è stata nel merito per non aver commesso il fatto. In primo grado Berlusconi, per questo capo di imputazione, era stato prosciolto per prescrizione grazie alla concessione delle attenuanti generiche.










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